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Cratere sui monti Alburni. Esperto ipotizza uno sciame di meteoriti

Il geologo Giuseppe Francione ha inviato delle relazioni alle riviste specializzate

Un gigantesco cratere da impatto sui monti Alburni La forma a doppia ellisse fa ipotizzare il volo radente di uno sciame di meteoriti
Il cratere è lungo 1800 metri ed un’ampiezza di 600 metri. Si tratta di due ellissi disegnate l’una nell’altra, così da formare un cratere da impatto sugli Alburni. Sorgerebbe nei dintorni di Ottati, ma la località precisa viene tenuta nascosta dal suo scopritore, il geologo Giuseppe Francione. Il tecnico ha spedito delle approfondite relazioni scientifiche alle riviste specializzate che si è avuta la possibilità di leggerle. L’evento sarebbe stato provocato da un gigantesco meteorite metallico che si sarebbe andata a scontrare con la montagna scavando un gigantesco buco. O dal volo di un corpo celeste molto grande. La forma ellittica rimanda ad un raro urto quasi radente. Qualcuno, agendo di fantasia, arriva ad immaginare un disastroso incidente aereo, o le prove di bombardamento, da parte degli Ufo. L’ipotesi di studio invece accredita di più lo “sciame” di meteoriti che si vanno a scontrare con gli Alburni e determinano un’esplosione dall’energia terrificante. Anche se l’età dell’evento non è ancora stata determinata, utilizzando dei criteri di datazione assoluta con gli isotopi radioattivi, si può ritenere che sia avvenuto nell’Era Quaternaria, ossia nel Pleistocene Medio Superiore. “Ciò che ha dato l’input definitivo alla scoperta, è stata la curiosità di scoprire la causa dei frequenti crolli di massi calcarei di piccole e medie dimensioni, fino ad invadere la sottostante Strada Provinciale, creando diversi incidenti. Prima di eseguire un sopralluogo sull’area, – scrive Francione, nella sua relazione – visto che la zona si presenta alquanto impervia e con elevata acclività, sono state studiate le immagini satellitari e queste hanno fatto notare una gran forma geomorfologica ad ellisse”. Le immagini satellitari hanno fatto notare una gran forma geomorfologica ad ellisse e la forma ellissoide che si genera solo quando il corpo impattante possiede un’inclinazione minore di 15° rispetto alla superficie d’impatto, inoltre è posto su un pendio inclinato, altra rarità, se confermato fra i crateri da impatto terrestre. Su questa pendenza si possono notare delle forme particolari, anelli concentrici, che sembrano perfettamente il risultato di un impatto, quindi quello che rimane deve essere un cratere da impatto.. La scoperta, che se venisse confermata, darebbe alla nostra provincia un cratere con i “fiocchi”. Sono attesi con ansia gli ulteriori studi di Giuseppe Francione, che attraverso l’analisi delle rocce dovrà stabilire se esistono le tipiche metamorfosi dovute allo shock da impatto. Andiamo pure avanti con i piedi di piombo, ma le prime immagini e la competenza dello scopritore ci danno grosse speranze. Oreste Mottola

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