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Esordio positivo per la XIX edizione di Velia Teatro

Elena di Euripide per l’apertura di Velia Teatro 2016: in scena l’illusorietà dell’immagine


Patrocini importanti quest’anno fregiano Velia Teatro di un lustro di autorevolezza tutto nuovo e d’altronde sempre avuto e mai messo in discussione grazie alla qualità delle rappresentazioni portate in scena finora.

Questa XIX edizione si apre, infatti, sotto gli stendardi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Presidenza della Regione Campania, a testimoniare l’attenzione crescente verso una manifestazione che porta, nella straordinaria cornice del sito archeologico di Elea- Velia, il teatro antico e l’essenza del Logos nella sua dimensione tragica e comica: da Euripide a Plauto, a Sofocle ad Aristotele a Platone, con una chicca d’eccezione che vedrà protagonista la Scuola Medica Salernitana nella figura di Trotula de Ruggero, prima ginecologa della storia.

La serata d’apertura, tenutasi ieri 6 agosto 2016, ha presentato ad un pubblico di affezionati e nuovi avventori, l’Elena di Euripide, nella performance degli attori del Corso di Alta Formazione Teatro Antico in scena dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed ha rappresentato, inoltre, un momento di riflessione sulla valenza della cultura teatrale oggi, anche attraverso la menzione agli studi del filologo e grecista di Rovereto, Mario Untersteiner, alla cui memoria la serie di eventi è dedicata.

Elena dunque, nella rivisitazione del mito che segue quel filone alternativo, risalente al VII secolo e a Stesicoro, per cui la guerra di Troia sarebbe avvenuta a causa di un εἴδωλον, di un simulacro, di un’illusione. Non della vera Elena si parla cioè quando si discredita la figlia di Zeus, la più bella tra le donne, infedele moglie del greco Menelao, rapita dal desiderio del giovinetto Paride, ma di una sua immagine evanescente, che d’un tratto, al volgere dell’azione verso la risoluzione finale, si disperderà nell’aria come una nuvola.

Lo scarto tra realtà è finzione è forte, il virtuale mostra la sua essenza ingannevole, ciò che è corpo si distingue nettamente da ciò che è mera parola. “Le parole” dirà Elena al marito ritrovato, dopo le peripezie del viaggio di questi che lo porteranno sulle coste d’Egitto, dove la divina è custodita nella sua virtù presso il regno del defunto Re Proteo, “possono essere dovunque”, il corpo invece è possesso di uno soltanto.

E tuttavia anche il corpo può farsi inganno, e sapientemente la compagnia ce lo mostra quando, mescolando il comico al tragico in un crescendo di ironia che gioca sui ruoli di genere, fa apparire sul palco il personaggio di Teoclimeno, figlio di Proteo e pretendente di Elena, il più moderno tra i personaggi in scena, il quale diverrà davvero vittima della bellezza di Elena e della sua capacità di affabulazione.

Presente anche la critica alla disonestà degli uomini e alla divinità capricciosa, oltre che alla distruttività animalesca della guerra, spesso condotta per motivi futili, in un contesto storico che vedeva Atene in declino dinanzi alla potenza di una Sparta che non si immaginava così imponente.

Ultima, ma non per importanza, la presenza nel tessuto del racconto di un coro di ancelle che tra coreografie e canti rivalutano lo scambio dialogico tra la centralità dei personaggi principali e la narrazione di fondo, in pieno stile tragico.

Tutto, insomma, a pieno titolo tra le migliori aperture di “stagione” del teatro classico. Stasera la kermesse continua con «Alcesti» di Euripide, . Domani il terzo appuntamento con  «L’Aulularia» di Plauto .

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