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Cilento: torna il progetto “A zonzo con gli asini”, per i ragazzi diversamente abili

L’evento è in programma a Cuccaro Vetere, organizzata in collaborazione con il Piano di Zona S/8

CUCCARO VETERE. Al via, per il secondo anno consecutivo, “A zonzo con gli asini”: un progetto destinato ai ragazzi diversamente abili. Fortemente voluta dal Comune di Cuccaro Vetere, in collaborazione con il Piano di Zona S/8 (Piano sociale Regionale – “Servizi per l’ integrazione sociale” – Area Persone con disabilità), l’attività assistita con gli asini è realizzata dalla cooperativa sociale “Mare Luna”. Nato l’anno scorso in via sperimentale, il progetto – che si svolge due volte a settimana, durante il periodo estivo, nel Campo di Equitazione in località Cacciavolpe a Cuccaro Vetere – ha come finalità quella di migliorare il più possibile la qualità della vita delle persone che vi aderiscono, dando loro un senso di maggiore benessere.
In cosa consiste “A zonzo con gli asini” – Il progetto è particolarmente adatto a persone con disturbi correlati a disabilità relazionali e cognitive, come meglio ha spiegato la dott.ssa in Psicologia e specializzata in Riabilitazione Equestre (attività e terapia assistita dal cavallo), Mariarosaria Battagliese: «L’attività assistita con gli asini, che viene svolta nell’ambito di tale progetto, ha diverse finalità. In primo luogo, favorisce il rapporto con l’animale. Gli asini si prestano molto a tale attività, in quanto entrano facilmente in relazione con i ragazzi diversamente abili, ma anche con i bambini normodotati e con le persone in generale. Perché è un animale che “sta”, ovvero rimane fermo. Accetta la relazione con le persone, accettando i loro tempi, senza allontanarsi da esse. Questa sua peculiarità lo rende molto docile e paziente. Particolarmente adatto, quindi, all’interazione con le persone che evidenziano disabilità».
Una forma di pet-therapy che si focalizza sulle attività a terra. Impegnata in tale progetto, la dott.ssa Battagliese ha proseguito entrando nel merito: «Si cerca di favorire il rapporto con l’animale in questione, innanzitutto spiegando ai ragazzi il mondo dell’asino. A partire da dove vive l’asino (il box e il suo contenuto), come ci si prende cura dell’animale, cosa mangia l’asino, come gli si dà da mangiare. Si insegna ai ragazzi come si pulisce, come si spazzola l’asino. In questo modo – lavorando sul corpo dell’animale –, si lavora anche sul proprio corpo. Creando una sorta di parallelismo fra il lavoro su sé stessi e sull’asino. Inoltre, l’attività di spazzolamento consente di lavorare sulla lateralità destra e sinistra e, quindi, sull’aspetto cognitivo. Mantenendo viva la loro attenzione. Tutto ciò grazie alla forte motivazione che i ragazzi hanno nei confronti dell’asino, in quanto l’animale suscita il loro interesse e via discorrendo».
Oltre a ciò, l’attività assistita con gli asini presenta altri aspetti positivi, come ha evidenziato sempre la dottoressa Battagliese: «Oltre a tali finalità, il progetto ha anche il grande vantaggio di consentire ai ragazzi di stare all’aria aperta e di stare in gruppo. Quindi è positivo anche sotto il profilo relazionale, perché si lavora sul riconoscimento delle proprie emozioni. Ciò consente lo sviluppo del proprio aspetto emozionale, insieme alla condivisione con gli altri».
In altri termini, il progetto favorisce anche la socializzazione e l’integrazione sociale. «Il nostro obiettivo è quello di fare divertire i ragazzi. Di farli stare all’area aperta durante il periodo estivo, invece che chiusi nelle loro abitazioni», ha concluso la dottoressa Antonella Amorelli, l’assistente sociale referente della cooperativa “Mare Luna” e coordinatrice del sopraindicato progetto. Obiettivo che, guardando i sorrisi e il darsi da fare dei ragazzi in azione, è pienamente centrato.

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