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Cineteatro, la minoranza incalza: perplessità sulla gestione, possibile danno erariale

Interrogazione consiliare della minoranza, ipotizzato un danno per le casse dell’ente di quasi 60mila euro

AGROPOLI. Si preannuncia un consiglio comunale infuocato quello di dopodomani (venerdì 29 luglio ore 10.00). Tra i punti all’ordine del giorno, infatti, la minoranza ha preannunciato anche un’interrogazione sulle “anomalie riscontrate  dopo un’accurata indagine fatta mediante l’accesso agli atti”, nella gestione del Cine-Teatro “E.Di Filippo”.

In particolare i consiglieri Vito Rizzo, Agostino Abate ed Emilio Malandrino, hanno evidenziato come la ditta che gestisce la struttura non avrebbe “versato integralmente il Canone annuo 2015, ma solo il 50% dello stesso”; al contempo è stato chiesto per quale motivo non risulta pervenuto alcun acconto relativamente al Canone 2016; e alcun limite tariffario alla fruizione da parte di compagnie teatrali e associazioni locali, tanto che le stesse, se volessero utilizzare la struttura, sono costrette a pagare un canone giornaliero esoso e difficilmente sostenibile per attività di natura amatoriale”.

Di qui si chiede all’amministrazione comunale quali provvedimenti intenda prendere contro il gestore della struttura per le “negligenze contrattuali”, per consentire alle associazioni locali di usufruire della struttura, in base a quali linee viene concessa o meno a terzi la fruizione della struttura, infine chi “ha incassato i corrispettivi dei biglietti venduti per le serate promosse dal Comune (Ente, Compagnia, Concessionario).

“È evidente – denuncia la minoranza – che il Cine-Teatro non può essere definito un dono alla Città se diventa uno strumento di guadagno per il privato senza che il Comune eserciti la propria azione di valorizzazione e fruizione dello stesso anche rispetto alla comunità locale. Il teatro di Agropoli deve essere aperto anche agli agropolesi”

“Le perplessità evidenziate sulla gestione della struttura – concludono Rizzo, Abate e Malandrino – se confermate dall’assenza di validi titoli, lascerebbero emergere un danno erariale in capo ai diversi soggetti coinvolti nelle condotte attive e/o omissive”. In particolare si calcola una danno per quasi 60mila euro.

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