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L’appello: ‘Salviamo la lapide in latino, salviamo la nostra storia’

Appello per salvare una lapide del ‘500 collocata in un edificio pericolante nel borgo antico di Roscigno.

ROSCIGNO. «SALVIAMO LA LAPIDE DEL 1587 CON SCRITTE IN LATINO, SALVIAMO LA NOSTRA STORIA. Ora è stata formalizzata la richiesta ufficiale alle istituzione locali per il salvataggio della nostra storia, prima che sia troppo tardi. Speriamo che altri cittadini e che altre associazioni culturali roscignole si battano insieme a me per salvare una parte importante della nostra storia» è l’accorato appello di Vito Gerardo Roberto, cittadino di Roscigno.
La lapide in oggetto è collocata in un edificio sito nel borgo antico, Roscigno Vecchia, pericolante, che custodiva la “cappella dedicata a San Giovanni Battista decollato” famosa e già documentata su alcuni testi storici di cultura locale, come nella nota del libro “Fede e religiosità a Roscigno. Vicende storiche e produzione artistica di un millenario paese degli Alburni ” dell’architetto Marco Ambrogi. « Questa lapide potrebbe scomparire per sempre e con essa parte della storia di Roscigno»- ribatte Roberto.
Il testo della lapide «Sacellum hoc divi Iohannis Decollati dicatum ac funditus reverendi admodum Fabii de Says CORne (?) sumptibus erectum atque dotatum in iurispatronatu mero utilitati SCis (?) VEna ( ?) de Says et perstitutum est ut publico documento notari Iohannis Caroli de apta manu perfecto evidentia apparet in secundo capitulo die Dominico missam occurrentem perpetuo.
Secunda pro defuncto una de sepultura Sancto die sabati de Maria Virgine sit celebratur et sempe fiat pro sacerdotibus defunctis colletta ac de sancto Iohanne Baptista in eo et si defecerit suo iure et munere privetur. Et succedat Sanctissima Annunziata de Neapoli ut in bullis apparet anno domini 1587».
La traduzione
Questa cappella dedicata a San Giovanni Battista decollato dalle fondamenta a spese del molto reverendo Fabio De Says eretta e dotata con diritto di patronato semplice per l’utilità (?) De Says e per sempre stabilì come da pubblico atto perfezionato per mano atta del notaio Giovanni Carlo con maggiore evidenza appare nel secondo capitolo perché in perpetuo sia celebrata Messa nel giorno di Domenica.
La seconda per il defunto una sia nel Santo giorno della sepoltura e nel sabato di Maria Vergine sia e sempre si faccia colletta per i sacerdoti defunti e di San Giovanni Batista in essa e se sarà venuto meno sia privato del suo diritto e del suo servizio e appare.
Nell’Anno del Signore 1587

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