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Chiusura della guardia medica, Castellabate dice ‘no’

Chiusura della guardia medica, Castellabate dice ‘no’

Il comune di Castellabate dice no alla chiusura della guardia medica. Il sindaco Spinelli scrive una lettera al premier Renzi.

Il Comune di Castellabate si schiera contro la chiusura della guardia medica, così come previsto nell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale del comitato di settore Stato-Regioni. Il primo cittadino, Costabile Spinelli, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, per manifestare la propria preoccupazione in merito alla nuova articolazione dell’assistenza medica territoriale. Il nuovo atto di indirizzo prevede, infatti, una continuità assistenziale sulle sedici ore, anziché ventiquattro ore, com’è oggi. “La guardia medica – spiega il sindaco, Costabile Spinelli – rappresenta, soprattutto nelle piccole realtà territoriali, l’unico presidio sanitario per gli anziani, disabili e malati cronici. L’eventuale soppressione, dalle 24 alle 8, andrebbe a gravare sul servizio 118, che si troverebbe nelle condizioni di dover svolgere contemporaneamente due tipologie di servizio completamente diverse: le emergenze e le visite e prescrizioni per patologie minori. Questa situazione arrecherebbe disagi enormi alle nostre popolazioni, attualmente già molto distanti dall’unico presidio ospedaliero del territorio che è quello di Vallo della Lucania”. Castellabate, accogliendo anche l’appello del Sindacato dei Medici Italiani, ha deciso di lanciare una raccolta di firme tra i propri concittadini da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri perché tale modifica dell’assistenza medica territoriale non venga attuata. I cittadini di Castellabate potranno firmare la petizione presso l’ufficio di Promozione Turistica, in piazza Izzo, il martedì ed il giovedì dalle 15 alle 20, e, infine, il sabato dalle 9 alle 13. “Questa riforma – conclude Spinelli – non serve a nulla. Non apporterà un miglioramento nel servizio di assistenza sanitaria ed allo stesso tempo non porterà ad alcun risparmio anche in termini economici, anzi ci sarà un aumento dei costi in quanto verranno traslate su servizi più complessi come il 118 richieste di intervento che necessitano di assistenza di primo livello”.

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