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C’era una volta il trenino “Mozzafiato” della Molpa a Palinuro

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Quanti interventi sbagliati e costosi si fanno con pubblico denaro nel Parco del Cilento?

C’era una volta il trenino “Mozzafiato” della Molpa a Palinuro

Quanti interventi sbagliati e costosi si fanno con pubblico denaro nel Parco del Cilento?

Dopo tre anni – era di settembre del 2013 – sono tornato a vedere che era successo del trenino elettrico su monorotaia che doveva portare frotte di turisti su fino al castello della Molpa. Tutto è rimasto tale e quale era allora: abbandonato al degrado. Certo la Molpa è un luogo incantevole da diversi punti di vista: naturale, storico, strategico, panoramico. Valeva la pena dunque costruire un trenino a monorotaia che salisse fin lassù dove esistono i resti dell’antico castello (ma esiste già una strada che porta al castello!). Si fece dunque un tracciato che partiva dai piedi della collina tra Lambro e Mingardo, per realizzare un percorso da cui è possibile “ammirare un panorama bellissimo che domina una rigorosa macchia mediterranea”, tagliando naturalmente una bella fascia lunga 700 metri di area protetta. Tutto questo fu finanziato con un POR della Regione che prevedeva anche diversi interventi lungo la valle del Mingardo. Così il trenino “mozzafiato” che doveva portare 5-6 persone (dipende dalla taglia) fino alla Molpa sul promontorio di Palinuro fu inaugurato nel settembre del 2011, e pubblicizzato abbondantemente. Certo l’opera era necessaria, secondo il sindaco d’allora ed il Parco, perché rappresentava un certo ritorno d’immagine per un territorio ambito dal turismo. Anzi, il sindaco, che ne faceva un fiore all’occhiello, ebbe a dire che l’opera faceva bene allo spirito, considerata la vista di un panorama mozzafiato, e per il corpo perché il ritorno poteva piacevolmente farsi a piedi. Il trenino, sebbene realizzato dalla “Greening Italia, leader per il trasporto su minirotaie”, dopo un anno non ha più funzionato bene e l’anno dopo ha chiuso i battenti. Come se non bastasse furono anche rubati tutti i fili elettrici di rame. Adesso, dopo sei anni, mese più mese meno, l’opera, è stata mandata in soffitta come un giocattolo costoso ma inutile e rischia di essere servita, purtroppo, solamente a spendere soldi pubblici. Qualcuno dovrà prima o poi chiedere conto di come le amministrazioni locali effettuano iniziative spendendo i fondi europei senza tener conto delle reali esigenze del territorio

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