Inaugurato a Ceraso il Centro Formativo Mediterraneo | FOTO - Info Cilento
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Inaugurato a Ceraso il Centro Formativo Mediterraneo | FOTO

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Venerdì 1 aprile si è tenuta l’inaugurazione nel Palazzo Di Lorenzo del Centro Formativo Mediterraneo per l’Ecologia, la Dieta Mediterranea, la Ricerca e gli Studi sullo Sviluppo Sostenibile.

Inaugurato a Ceraso il Centro Formativo Mediterraneo | FOTO

Venerdì 1 aprile si è tenuta l’inaugurazione nel Palazzo Di Lorenzo del Centro Formativo Mediterraneo per l’Ecologia, la Dieta Mediterranea, la Ricerca e gli Studi sullo Sviluppo Sostenibile.

L’opera, realizzata dall’amministrazione comunale guidata da Gennaro Maione e finanziata dalla Regione Campania, sarà un centro di alta formazione collegato anche all’Università di Salerno. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il sindaco di Ceraso Gennaro Maione, Aurelio Tammasetti, rettore dell’Università di Salerno, Serena Angioli, Assessore Regionale, Franco Alfieri, consigliere del governatore De Luca, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco.

[Best_Wordpress_Gallery id=”8″ gal_title=”Inaugurato a Ceraso un centro di Alta Formazione”]

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Nasce nel 2001 l’Ecomostro di Petina.
Siamo nel cuore dei Monti Alburni, le cosiddette “Dolomiti del Sud”, un massiccio carsico, ricco di doline, grotte ed inghiottitoi, meta di esplorazioni speleologiche.
È la concessione edilizia n. 15 del 19 novembre 2001 rilasciata dal comune di Petina a creare l’Ecomostro dell’Aresta (località in cui sorge, tra l’altro l’Osservatorio Astronomico).
La concessione edilizia viene rilasciata al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano nella persona dell’allora Direttore Generale, architetto Domenico Nicoletti, (dal 2015 Direttore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga).
L’idea dell’ente Parco era quella di costruire - secondo quanto emerge dalla concessione - una struttura prefabbricata, in legno lamellare da adibire a ricovero attrezzi L.S.U.
Acquisiti tutti i pareri, il comune di Petina rilascia la concessione per costruire nel proprio territorio questo scempio!
La struttura, che non sarà mai completata, grazie anche ad un procedimento penale (che vede tutti assolti e che nulla stabilisce circa le sorti dell’eco-mostro), è ancora lì a deturpare un
paesaggio incantato che ora è, per decisione del Parco medesimo, riserva integrale.
Se l’idea di costruire un deposito di attrezzi agricoli nel bel mezzo di un’ampia vallata era folle, ancora più sconsiderata è l’inerzia del comune di Petina che ospita nel suo territorio uno scheletro abbandonato, fatiscente al punto di deturpare anche l’aria.
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