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Buonabitacolo: Rinaldi risponde alle accuse “deliranti” dei “consiglieri irresponsabili”

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Dura replica dell’ex sindaco di Buonabitacolo Elia Rinaldi ai consiglieri dimissionari.

Buonabitacolo: Rinaldi risponde alle accuse “deliranti” dei “consiglieri irresponsabili”

Dura replica dell’ex sindaco di Buonabitacolo Elia Rinaldi ai consiglieri dimissionari.

“I sei irresponsabili mi accusano di aver distrutto la squadra. Ebbene, vorrei ricordare a questi signori e ai loro registi occulti che la squadra ha iniziato a vacillare da quando ci siamo permessi di fare nel 2014 la prima assemblea in piazza (come avevamo tutti promesso in campagna elettorale) per comunicare ai cittadini lo stato di salute dell’Ente. Tra l’altro, senza fare accuse e lanciare strali. Da quel momento, il regista occulto e i suoi accoliti non hanno più gradito il sottoscritto, gridando già al tradimento. Ricordo perfettamente che, prima di iniziare la riunione, dissi ai consiglieri di non fare accuse e di limitarci a fare un quadro della situazione dell’Ente.
Avevamo ponderato ogni parola, per evitare mal di pancia. Tuttavia, all’indomani dell’incontro, il regista occulto e gli aiutanti registi, non persero tempo a farmi sapere che avevamo osato troppo”. Inizia così una nota dell’ormai ex sindaco di Buonabitacolo Elia Rinaldi in cui si replica ai sei consiglieri dimissionari e accusa l’ex sindaco Curcio di essere il manovratore della loro azione.

“Vorrei ricordare ai consiglieri dimissionari e ai loro registi occulti – aggiunge – quante volte sono stato costretto a riscrivere banali manifesti per evitare che il regista occulto si offendesse. Puntualmente, dopo l’affissione dei manifesti, l’aiuto regia mi faceva pervenire i messaggini di disappunto, ricordandomi che li avevo fatti arrabbiare e che stavo tradendo l’accordo”.

In merito a presunte epurazioni, Rinaldi risponde di non ricordare “di aver mai cacciato nessuno. Adesso me ne pento amaramente. Infatti, avrei dovuto interrompere subito un accordo con persone che, a parte ostacolare insensatamente le mie scelte e opporsi a ogni iniziativa, non hanno fatto assolutamente nulla!”

“Ma vi siete mai chiesti perché le altre formazioni politiche che hanno contribuito alla nascita di questo gruppo non hanno mai interferito nelle nostre iniziative? L’unico a intromettersi è stato il vostro burattinaio. – dice l’ex sindaco riferendosi al suo predecessore – Vi è forse sfuggito che si offese quando dissi di voler invitare il sindaco di Sassano Pellegrino a parlare della sua esperienza amministrativa, rispondendo che “non occorreva perché l’avrebbe potuto fare lui”? E di quale esperienza avrebbe dovuto parlarci, di quella che abbiamo avuto modo di verificare quotidianamente sotto i nostri occhi? Ma avete forse dimenticato che non dovevamo parlare della piscina e dei 65.000 euro di debiti per il metano che la sua amministrazione aveva maturato nei confronti di Salerno Energia (problema che noi stavamo risolvendo)? Ma avete forse dimenticato che non dovevamo parlare dei debiti ereditati? E io sarei quello che ha tradito gli accordi? La verità è che ho tollerato pazientemente tutto questo e l’atteggiamento presuntuoso e arrogante dei loro rappresentanti”.

“Mi avete accusato di negarmi ai cittadini che avevano bisogno di parlare con me – prosegue Rinaldi – Ebbene, non ho mai sentito una sciocchezza più grande di questa. Forse a voi sfugge che il sottoscritto non presidiava le scrivanie degli uffici, come hanno fatto alcuni di voi, per evitare che altri amministratori potessero accedervi; mi è sempre piaciuto incontrare la gente per strada, nelle piazze, nelle manifestazioni, nei presidi”.

Infine un accenno al presidio in località Pennino: “se non fosse stato per i consiglieri D’Alessio, Guerra, Marino e Trotta quest’amministrazione avrebbe lasciato da soli i poveri cittadini che hanno presidiato notte e giorno in via Pennino per impedire l’installazione dell’antenna telefonica”.
“Vi posso dare un consiglio, per una volta provate a darmi retta, cercate di non arrampicarvi sugli specchi. Il silenzio, in alcuni casi, giova alla causa”, conclude.

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