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Appalti al comune Roccadaspide, la minoranza: situazione che ci lascia sgomenti

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Dopo l’avvio delle indagini che coinvolgono l’assessore Bellissimo per presunte irregolarità negli appalti, arriva la presa di posizione della minoranza.

Appalti al comune Roccadaspide, la minoranza: situazione che ci lascia sgomenti

Dopo l’avvio delle indagini che coinvolgono l’assessore Bellissimo per presunte irregolarità negli appalti, arriva la presa di posizione della minoranza.

Si torna a parlare delle recenti perquisizioni eseguite dai carabinieri su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, al comune di Roccadaspide. A parlare sono i consiglieri di minoranza Paolo Antonio e Fernando Morra, i quali si dicono “sgomenti” per quanto accaduto. I due esponenti della minoranza precisano di credere “nell’innocenza, fino a prova contraria, dell’Assessore Luigi Bellissimo” e al contempo esprimono il dispiacere per quanto accaduto, evidenziando che non esprimeranno opinioni e al contempo condannando “la politica delle denunce e dell’anonimato” che “non ci appassiona e non ci appartiene”. “Non agiamo con i metodi che appartengono a chi invece fa politica da 40 anni e saremmo degli stolti se pensassimo di poter contrastare chi detiene il potere usando gli stessi metodi”, dicono i due. “Crediamo fermamente nella Magistratura e – aggiungono – nel fatto che questa debba serenamente svolgere le proprie attività di indagine senza alcuna interferenza da parte degli organi politici magari interessati al tentativo di destabilizzazione o sviamento”.

Fatte queste premesse, però, i due consiglieri precisano che “ragioni di opportunità e morale politica avrebbero comunque dovuto consigliare di non accettare un subappalto su un’opera pubblica per un importo presunto di € 100.000,00. Circostanza, questa, che avrebbe evitato di ingenerare sospetti ed avrebbe scongiurato l’interessamento della Magistratura. La politica deve essere sempre esempio di rettitudine e non deve lasciar passare l’idea che il suo fine sia il lucro. D’altronde, ci sono tante imprese che lavorano che hanno tanti congiunti i quali non hanno, però, un familiare Assessore”.

“Cosa dire a queste imprese ed a questi familiari? Che per lavorare bisogna essere un Assessore del Comune od un parente di un politico?” si chiedono Antico e Marra.

“La politica – sottolineano – ancora di più in questo particolare momento storico, non deve dare segnali negativi ed esempi negativi. O si fa politica o si fa impresa. Non ci può essere commistione tra queste due diverse attività: l’una animata dalla passione e dal disinteresse; l’altra dall’aspetto economico e dall’interesse”.

Poi in riferimento alle critiche lanciate dal sindaco Girolamo Auricchio circa le modalità di esecuzione dell’attività di indagini, i due consigliere evidenziano che “Piuttosto che rimproverare la Procura della Repubblica di Salerno e l’Arma dei Carabinieri, la qual cosa ci lascia sconcertati e fortemente preoccupati anche perché la nostra comunità non ha alcun bisogno di un contrasto tra Istituzioni, qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa all’intera cittadinanza ed a tutte le imprese edili del nostro Paese che, invece, non possono godere di una posizione di potere per meritare lavori relativi ad opere pubbliche”.

“Sorge il dubbio, data anche la grossolanità della situazione, che probabilmente tutto ciò sia stato subdolamente fatto per mettere proprio in cattiva luce un Assessore della propria Giunta al fine di risolvere un problema interno e indurlo a rinunciare alla candidatura alle prossime elezioni”, concludono.

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