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Centrale a biomasse a Capaccio, il comitato chiede verifiche sul parere del CDM

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Il comitato Sorvella Sabatella ha consegnato delle note all’assessore regionale all’ambiente.

Centrale a biomasse a Capaccio, il comitato chiede verifiche sul parere del CDM

Il comitato Sorvella Sabatella ha consegnato delle note all’assessore regionale all’ambiente.

Il comitato Sorvella Sabatella ha consegnato ieri all’assessore ambiente e urbanistica della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, una serie di note chiedendo che “vengano verificate le procedure che hanno portato al parere del Consiglio dei Ministri”, che lo scorso gennaio ha dato il via libera all’impianto. In particolare si vuole capire come mai sia arrivato l’ok nonostante il parere negativo del comune di Capaccio e le perplessità dell’Istituto di Superiore della Sanità. Quest’ultimo aveva confermato “che la relazione illustrativa del progetto rimane generica sugli impatti che l’impianto potrà determinare sul territorio e non risolve tutte le criticità connesse alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto che potrebbero produrre un impatto sulla salute”.

Il comitato Sorvella Sabatella, sottolinea come non sia “dimostrata la compatibilità del progetto con le attività agricole in quanto le biomasse non provengono dalla produzione del fondo, né in prevalenza da fondi ubicati nelle vicinanze e in ogni caso la provenienza non è definita; non risulta verificato quanto previsto dal Dm Sviluppo economico, ovvero che deve essere verificato che l’insediamento e l’esercizio dell’impianto non comprometta o interferisca negativamente con le finalità perseguite dalle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”.
“Inoltre – proseguono dal comitato – l’impianto, di cui sono note le emissioni nocive, non andrà a sostituire altro impianto e quindi a ridurre le emissioni; non risulta verificato che ci siano alternative all’impianto di progetto. In altre parole la stessa produzione elettrica proposta dalla centrale a biomasse poteva essere sostituita da impianti con minore impatto ambientale, per esempio la realizzazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dei fabbricati esistenti oppure sulle serre. Tale intervento alternativo avrebbe garantito inoltre un numero maggiore di posti di lavoro”.

“L’uso di biomasse a scopo energetico presenta problemi di impatto ambientale tutt’altro che trascurabili. Si chiede pertanto – conclude il comitato Sorvella Sabatella – di valutare se nella condotta di cui sopra vi sia un possibile o temuto danno alla salute.

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