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“No ai maltrattamenti sui minori” a Capaccio al via i laboratori

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Gli appuntamenti sono stati organizzate dall’Asl in collaborazione con le scuole.

“No ai maltrattamenti sui minori” a Capaccio al via i laboratori

Gli appuntamenti sono stati organizzate dall’Asl in collaborazione con le scuole.

CAPACCIO. “Diamo voce al silenzio”: è l’iniziativa realizzata dall’Associazione ONMIC Capaccio in
collaborazione con le scuole del territorio e l’ASL Salerno, Nucleo Operativo Territoriale. Il progetto, a
cui hanno aderito IC Capaccio Paestum e IC Capaccio Capoluogo, è stato avviato nell’anno scolastico
2013/2014 e prevede un corso di formazione per le insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria,
incontri con i genitori ed adulti in genere, attività di laboratorio con i bambini per insegnare loro le
strategie di autodeterminazione e autodifesa. I dati nazionali forniti dal Ministero di Giustizia riportano
un significativo incremento di casi di maltrattamento ed abuso sessuale in danno dei minori. Tra le
cause, oltre la sempre maggiore fragilità delle strutture familiari e l’incidenza della crisi economica, che
sempre più frequentemente priva i nuclei familiari dei necessari servizi di sostegno, un ruolo
preponderante del fenomeno sembra rivestire il facile accesso dei minori a internet e ai siti con finalità
pedofile che aumentano il rischio dell’adescamento (grooming) e, tramite strumenti come la web cam,
la mercificazione sessuale. Si comprende pertanto come un fenomeno così diffuso e complesso, multidimensionale, trasversale a tutte le fasce sociali e, per le considerazioni sopra dette,
subdolamente diffuso e in aumento esponenziale, deve essere affrontato con un approccio multidisciplinare dall’intera comunità, intesa non solo come aggregato di agenzie e istituzioni con
funzioni educative e di tutela nei confronti dei minori, ma anche come insieme di persone aventi il fine
comune del benessere del bambino.
L’intervento più efficace dovrebbe consistere in una intensiva educazione dei genitori e degli adulti in
generale, completata da un’azione sistematica della scuola che, nell’accompagnare il percorso di
crescita di ogni bambino, dovrebbero fornirgli anche le conoscenze e le competenze necessarie per
prevenire gli abusi in un’azione sinergica con quella della famiglia e delle agenzie presenti sul territorio.
Nello specifico, l’attuazione di strategie preventive dovrebbe essere orientata a migliorare le
competenze parentali, le risorse sociali, familiari e personali e le abilità individuali nell’affrontare eventi
sfavorevoli o situazioni di svantaggio e ad individuare le condizioni di disagio che possono tradursi in
fattori di rischio.
Ciò che sfugge all’osservazione dei genitori, può e deve essere colto nella situazione scolastica.
E’ necessario quindi che tutti i professionisti che vi operano, oltre alle tradizionali competenze, siano in
possesso di quelle conoscenze indispensabili per rilevare tempestivamente le richieste di aiuto dei
bambini, riconoscere i sintomi indicativi di una possibile esperienza di abuso e attuare gli interventi a
sostegno e tutela dell’infanzia. Il progetto di prevenzione “Diamo Voce al silenzio” è predisposto ed
indirizzato a due diverse popolazioni:
a) ai genitori e agli adulti in genere, che possono essere aiutati e sostenuti nel proprio compito di
accompagnamento educativo nei confronti dei minori, così da insegnare loro le strategie di
autodeterminazione e autodifesa;
b) ai bambini stessi, affinché direttamente apprendano, all’interno di un setting educativo quale è la
scuola, le tecniche di autodifesa e autodeterminazione nei confronti delle situazioni di rischio.
In effetti la scuola, essendo la migliore alleata della famiglia nell’educazione dei figli, gioca un ruolo
fondamentale nella prevenzione degli abusi in età evolutiva. I curricola didattici costituiscono il modo
preferito per insegnare ai bambini, con criteri che rispettano il loro stadio di crescita e di sviluppo, i
principi di sicurezza e di protezione personale. In tale ambito verranno realizzate le seguenti azioni:
• Incontro informativo sul progetto;
• incontri formativi finalizzati al rafforzamento delle competenze genitoriali e familiari;
• distribuzione, tramite gli insegnanti, di materiale informativo ed educativo preventivo.

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