Dal Cilento un progetto per ricostruire i siti archeologici in 3D

Un viaggio indietro nel tempo che parte da Agropoli

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Ammirare il Tempio di Nettuno o quello di Cerere a Paestum o una domus pompeiana com’era un tempo, entrando all’interno, girandosi attorno e ammirandone caratteristiche oggi non più visibili: è il progetto di Attilio Rossi e Giuseppe Motta, entrambi di Agropoli, che si basa sulla ricostruzione virtuale dei siti archeologici attraverso la stereoscopia a trecentosessanta gradi, ricostruzioni digitali in 3D con l’utilizzo dell’Oculus Rift, 3D Google cardboard o VR. Un’iniziativa che nasce dall’incontro della Mekanè produzioni di Attilio Rossi, con sede in Italia, e della Motta LTD di Giuseppe Motta, con sede a Londra, due società che lavorano nel campo della comunicazione e soprattutto in quella del cinema con VFX (effetti visuali) e della realtà  virtuale (Oculus Rift).

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L’idea di mettere on line, su un sito dedicato, i siti archeologici in 3D che è possibile visitare soprattutto nel meridione d’Italia. Poi, una volta in loco, il turista potrà visitare i siti archeologici indossando un supporto hardware, una sorta di maschera, che consentirà di rivivere a trecentosessanta gradi il luogo com’era centinaia di secoli fa, muovendosi al suo interno come se vi ci si trovasse realmente.

«E’ una sfida che percorriamo insieme convinti che il 3D e la realtà virtuale possano essere determinanti ai fini turistici per il rilancio del nostro Paese, visto che tutto ciò che viene ricostruito o ripreso in stereoscopia è facilmente fruibile attraverso videoinstallazioni atte ad attrarre il visitatore dall’estero e non solo, facendolo immergere nella storia e nella cultura» spiega Rossi.

Giuseppe Motta è un visual effects che ha lavorato ad importanti produzioni cinematografiche tra cui Avatar, Harry Potter, X Men e “Quo Vado?” in Italia come senior supervisor effetti visuali dove anche Attilio Rossi, con la Mekanè, ha svolto il ruolo di look dev artist e VFX editor. Attualmente Motta sta lavorando al film “Inferno”, tratto dall’omonimo libro di Dan Brown.

Rossi è stato il primo regista in Campania a girare un documentario in 3D stereoscopico. Negli scorsi mesi hanno lavorato insieme ad un documentario in 3 D sulla storia di Agropoli.

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