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Legambiente Paestum: “Contrari alla centrale, ecco perché”

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Anche il circolo di Paestum di Legambiente dice no alla centrale a biomasse. Il perchè è spiegato dal presidente Pasquale Longo.

Legambiente Paestum: “Contrari alla centrale, ecco perché”

Anche il circolo di Paestum di Legambiente dice no alla centrale a biomasse. Il perchè è spiegato dal presidente Pasquale Longo.

“Legambiente Paestum pur fermamente convinta della necessità di uscire, al più presto, dal sistema energetico basato sulle fonti fossili (petrolio e carbone) è contraria alla realizzazione di tale impianto perché a Capaccio può accadere quello che stanno già affrontando altre comunità in tante regioni italiane”. Inizia così una nota di Legambiente di Legambiente Paestum sulla questione della centrale a Capaccio.

“Il paesaggio di Paestum (patrimonio dell’umanità) e della chora deve essere protetto e risanato non può diventare luogo di impiantistica industriale”, spiega il presidente del circolo ambientalista Pasquale Longo. “L’impianto industriale verrebbe realizzato in un’area agricola (pertanto non idonea) a discapito della vocazione del luogo – aggiunge – Si tratterebbe di un’opera che produrrebbe benefìci solo agli investitori che oltre a godere di generosi incentivi statali, avrebbero a disposizione un impianto che in futuro potrebbe bruciare addirittura CSS (Combustibile Solido Secondario) e FORSU (Frazione Organica Stabilizzata)”.

“La centrale – spiega ancora Longo – dovrebbe essere alimentata da biomassa legnosa per circa 15mila tonnellate all’anno. Considerato che uno dei presupposti di tali impianti è la filiera corta sarebbe impossibile reperire tale quantità di materiale legnoso nel raggio di 15/20 Km. In più notevole sarebbe l’impatto viario causato dal transito di decine di camion al giorno su una rete viaria inidonea.
La combustione genererebbe l’emissione di COV (Composti Organici Volatili), di diossine, di metalli pesanti (presenti nella massa legnosa), e di particolato ultrasottile le nanopolveri che sono la fonte di maggior pericolo per gli esseri viventi umani e non, in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole generando forme tumorali.
Inoltre la realizzazione dell’impianto non determinerebbe nessun bilancio ambientale positivo”.

Di qui l’annuncio che Legambiente rinnova il sostegno al Comitato Sorvella/Sabatella e che il circolo sarà “parte attiva nel coordinamento delle associazioni per contrastare tale inopinata scelta e invitiamo ad una forte mobilitazione popolare, tra l’altro già in atto, nelle forme e nei modi che il coordinamento comunicherà al fine di concentrare le forze e mettere in circolo l’energia giusta per vincere questa battaglia”.

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