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San Francesco d’Assisi: storia, poesia e tradizione

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Una esistenza vissuta in povertà, nell’umiltà e con immensa devozione verso il Cristo. Fu questa la vita terrena di San Francesco, uno dei santi più amati d’Italia, nato ad Assisi nel 1182.

San Francesco d’Assisi: storia, poesia e tradizione

Una esistenza vissuta in povertà, nell’umiltà e con immensa devozione verso il Cristo. Fu questa la vita terrena di San Francesco, uno dei santi più amati d’Italia, nato ad Assisi nel 1182.

Nella stessa terra morirà nel 1226. La sua profonda spiritualità ne ha determinata, insieme a Santa Caterina da Siena, l’elevazione a patrono d’Italia. Fondò un ordine mendicante che in sua memoria prese il nome di “francescano”.
Una breve esistenza fatta di penitenza e sacrifici: al “Santo poverello” si attribuiscono diverse leggende. Secondo la tradizione parlò ai pesci e lo fece da uno scoglio. Quello stesso scoglio oggi reca una croce a memoria dell’evento. La roccia che si staglia nel mare e che l’onda lambisce, senza mai oltrepassarlo, quasi in segno di rispetto, è lì, sulla costa che bagna Agropoli.
A poca distanza dall’antico centro di Rocca Cilento, si trova il Convento di San Francesco. Anche in questo caso è la tradizione che ci fornisce lumi: pare sia stato fondato nella prima metà del XV secolo ad opera di San Bernardino da Siena.
Il “Cantico delle Creature”, ad opera del frate, è il testo poetico più antico della letteratura italiana. In un primo momento non venne preso in seria considerazione, è solo nei secoli successivi alla morte del Santo che il componimento venne rivalutato ed oggi rappresenta una delle opere letterarie più note al mondo.

Altissimu, onnipotente bon Signore,
tue sò le laude, la gloria e l’honore
et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfane
et nullu homo éne dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore,
cum tucte le tue creature,spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatone.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clorite et preziose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et omne tempo,
per lo quale a le Tue creature dài sostentamento

Laudato sì’, mi’ Signore, per sor ’Acqua,
la quale è multo utile et humile et preziosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Focu,
per lo quale enallumini la nocte:
et ello è bello, et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.

Laudato sì’, mi’ Signore per quelli ke perdonano
per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribolazione.
Beati quelli ke ‘l sosteranno in pace,
ke da Te Altissimo, saranno incoronati.

Laudato sì’, mi’ Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke troverà ne le Tue santissime voluntati,
ka la morte seconda no ‘l farrà male.

Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli  cum grande humilitate.

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