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A VeliaTeatro va in scena la “Càsina” di Plauto

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Amori, colpi di scena e colpi di fulmine, una trama degna di una moderna e coinvolgente fiction in una delle più note e rappresentate commedie di Plauto.

A VeliaTeatro va in scena la “Càsina” di Plauto

Amori, colpi di scena e colpi di fulmine, una trama degna di una moderna e coinvolgente fiction in una delle più note e rappresentate commedie di Plauto.

Ecco «Càsina», portata in scena a VeliaTeatro dalla compagnia «La Resistenza della Poesia», martedì 11 agosto (ore 21), nella quarta serata della XVIII edizione del festival dedicato al teatro antico sull’acropoli del Parco Archeologico di Elea-Velia. Il nuovo appuntamento all’interno di questa rassegna con il principale autore comico dell’antichità romana è più che mai all’insegna dell’equivoco, dello scambio di persona e dell’intreccio sorprendente. E dei desideri amorosi maschili e delle astuzie femminili.
Càsina è la giovane serva di cui si invaghisce il vecchio Lisidamo. Della ragazza è però innamorato anche suo figlio. L’anziano tenta di darla in sposa al fattore Olimpione, a lui fedele. Ma la furba moglie Cleostrata, avendo carpito le intenzioni del marito, lo ostacola in ogni modo e tenta di darla in moglie allo scudiero Calino per favorire il figlio. Con l’aiuto della serva Pardalisca e della vicina di casa Mirrina, Cleostrata riesce a farsi beffe sia del marito che del fattore. Il testo della commedia che Plauto compose agli inizi del II sec. a.C. viene qui rielaborato e rivisitato secondo gli schemi della Commedia dell’Arte uniti allo spirito della commedia musicale latina.
L’opera si avvale della consulenza tecnico-drammaturgica di Roberto Mario Danese, direttore del Centro Internazionale di Studi Plautini dell’Università Carlo Bo di Urbino e docente di Filologia classica nello stesso ateneo, che introduce lo spettacolo con un suo breve intervento. Le maschere sono di Andrea Cavarra, gli interpreti sono Matteo Giunta, Umberto Brunetti, Monica Bravi, Serena Morganti, Barbara Spataro, Alberto Fraccacreta, Michele Pagliaroni, Andrea Milano. Membri di «La Resistenza della Poesia», associazione culturale nata dalla passione per la letteratura e la poesia di ex studenti di Lettere e Filosofia con lo scopo di sperimentare nuovi approcci alla letteratura antica e moderna, in particolare attraverso l’attività teatrale. Fronte sul quale «La Resistenza della Poesia» collabora con l’Università di Urbino e con il Centro Internazionale di Studi Plautini.
«Il lavoro che svolgiamo sui testi plautini – sottolinea Alberto Fraccacreta, presidente dell’associazione “La Resistenza della Poesia” – mira a rendere fruibili questi “classici” a un pubblico contemporaneo. In particolare nel teatro comico, dove la società entra continuamente in gioco come oggetto di satira e di ironia, per essere fedeli all’autore è necessaria un’intromissione del presente: solo in questo modo i meccanismi comici e il potere eversivo della commedia possono essere rispettati e trasmessi». «L’operazione condotta da “La Resistenza della Poesia” sui testi plautini, unica nel panorama della ricerca teatrale – spiega il professore Roberto Mario Danese, direttore del Centro Internazionale di Studi Plautini – consiste nell’ibridazione delle forme della palliata romana con le maschere e le tecniche della Commedia dell’Arte, forma di teatro autoctona che mostra notevoli punti di contatto con la commedia di Plauto e con la più antica farsa atellana, tutte espressioni artistiche di quel tipico italicum acetum, quell’arguzia mordace imperniata sulla caricatura, sulla beffa e sull’equivoco, che dal teatro latino, passando per la Commedia dell’Arte, è giunto attraverso un filo diretto fino al cinema di Totò e alla commedia all’italiana».
Nuovamente la commedia di Plauto sul palcoscenico di VeliaTeatro 2015 mercoledì 12 agosto, con «Menecmi», a cura della compagnia «La Resistenza della Poesia», spettacolo introdotto da un intervento del professore Roberto Mario Danese. Martedì 18 agosto, in scena «Animula Vagula Blandula – Adriano, l’uomo», testo di Flavio Marigliani, interpretato da Roberto Santi, per la regia di Sandro Nardi. Ultima serata della XVIII edizione, sabato 22 agosto con «Sole», spettacolo di e con Valentina Capone, liberamente tratto da «Le Troiane» e da «Ecuba» di Euripide.
La manifestazione, organizzata dalla Associazione Culturale Compagnia Michele Murino Cilento Arte, si svolge con la partecipazione di: Soprintendenza Archeologia della Campania, Comune di Ascea, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Pro Loco di Ascea, Regione Campania, Ente Provinciale per il Turismo di Salerno; con il patrocinio morale dell’Università degli Studi di Salerno, con la collaborazione scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

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