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“Mobilità nel Cilento vergognosa”. Da Legambiente appello a De Luca

“Mobilità nel Cilento vergognosa”. Da Legambiente appello a De Luca

Appello di Legambiente al Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, affinché intervenga per migliorare i trasporti nel Cilento.

“Da un lato riconosciamo alle località del Cilento il loro impegno alla valorizzazione della bellezza del territorio e della qualità ambientale, dall’altro denunciamo l’ennesima occasione mancata per la Campania sul fronte della mobilità e del turismo sostenibile. Arrivare in quei luoghi rappresenta una continua ‘Via crucis’. E’ una vergogna”. A parlare è Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, che interviene sulla situazione del trasporto e della viabilità nel comprensorio cilentano.

“La politica al di la’ del solito scaricabarile delle responsabilità – Scrive Buonomo – assiste in silenzio ad una situazione che penalizza chi sta investendo sullo sviluppo turistico sostenibile del Cilento, che rappresenta la principale risorsa, il nostro petrolio per lo sviluppo economico sostenibile della Campania”.

“In Campania – aggiunge il presidente regionale di Legambiente – sono 431 i treni in circolazione sulla rete regionale. L’età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale è di 17,3 anni ed il 78,3% dei treni ha più di 20 anni di età”. “La situazione denunciata per il Cilento – prosegue – rappresenta la fotografia del trasporto regionale: chi prende il treno in si trova davanti ad una sempre piu’ insopportabile condizione del servizio ogni giorno più scadente, perché i soliti vecchi treni sono diminuiti e diventano quotidianamente più affollati”.

Quindi l’appello a Vincenzo De Luca. “Chiediamo un cambiamento di rotta e di velocità sul trasporto pubblico. Un efficiente servizio ferroviario dipende da fattori diversi: frequenza, puntualità., comodità. e pulizia dei treni,per ridurre i tempi di attesa, e accessibilità delle stazioni. Tutti fattori che insieme costituiscono la vera forza del trasporto su ferro e che concorrono a determinare l’attrattività dell’offerta rispetto all’automobile”.

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