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Presentata la carta tematica della qualità ambientale di Capaccio

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CAPACCIO. E’ stata presentata ieri, nel corso del convegno “Qualità ambientale e produzioni certificate nel Comune di Capaccio” la carta tematica della qualità ambientale del Comune di Capaccio.

Presentata la carta tematica della qualità ambientale di Capaccio

CAPACCIO. E’ stata presentata ieri, nel corso del convegno “Qualità ambientale e produzioni certificate nel Comune di Capaccio” la carta tematica della qualità ambientale del Comune di Capaccio. Dopo i saluti del presidente della Banca di Credito Cooperativo di Capaccio-Paestum Rosario Pingaro e del membro della Giunta della Camera di Commercio di Salerno Pietro Caggiano, hanno illustrato la ricerca Mariagiovanna Riitano, presidente dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale e professore ordinario di geografia politica-economica dell’Università degli Studi di Salerno, nonché coordinatrice della ricerca, e Pasquale Longo, professore ordinario di Chimica Inorganica dell’Università degli Studi di Salerno. Ha concluso gli interventi il sindaco Italo Voza.
«Il lavoro ha avuto come campo applicativo il territorio di Capaccio e come obiettivo finale la realizzazione di una carta tematica della qualità ambientale, avendo considerato di primaria importanza l’analisi del rapporto fra le condizioni del contesto territoriale e la produzione agricola, l’allevamento bufalino e l’industria casearia. – ha spiegato la professoressa Riitano – La metodologia utilizzata ha previsto, in via preliminare, la partizione del territorio oggetto di studio in sub aree. Successivamente si è proceduto ad una seconda fase rivolta alla raccolta ed alla elaborazione di dati e di cartografie tematiche prodotte da enti territoriali. Sulla base degli indicatori individuati sono state realizzate numerose cartografie tematiche finalizzate ad illustrare la distribuzione territoriale dei fenomeni considerati. Nell’ultima fase della ricerca si è provveduto a costruire una matrice utile per qualificare le diverse sub aree individuate in relazione al peso dei singoli indicatori e realizzare, in tal modo, la carta di sintesi della qualità ambientale. Quest’ultima, realizzata per sub aree, evidenzia come le condizioni del territorio comunale siano assolutamente positive, facendo registrare valori che oscillano tra eccellente e buono».
Dalla ricerca è emerso, in modo evidente, che nel territorio di Capaccio viene esercitata un’agricoltura sostenibile e che anche gli altri indicatori, presentano soltanto in alcune sub aree valori in contrasto con la sostenibilità complessiva del Comune.
«Emerge il quadro di un ambiente sostanzialmente sano che, nonostante il relativo forte utilizzo di risorse materiali ed energetiche, mantiene un profilo d’incontro e non di scontro con l’habitat naturale. – conclude la professoressa Riitano – Risorse materiali ed energetiche il cui consumo è proporzionale allo sviluppo e che, nella maggioranza dei casi, non incide negativamente sulla sostenibilità e quindi sulla qualità ambientale».
«L’approfondito studio sulla qualità dell’ambiente e le produzioni certificate nel Comune di Capaccio condotto dall’Osservatorio dell’Appennino Meridionale e dall’Università di Salerno dimostra senza possibilità di smentita che la qualità ambientale è e deve essere il punto di forza e la parola d’ordine per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, in funzione del quale effettuare ogni scelta per il presente ed il futuro» afferma l’assessore alle Politiche Ambientali Eustachio Voza.

«Sono convinto che un paese può crescere laddove c’è rispetto dell’ambiente. – ha commentato il sindaco Italo Voza – I dati della ricerca confermano che a Capaccio abbiamo un ambiente sanissimo. Ma anche questo, come la Bandiera Blu che abbiamo ricevuto pochi giorni fa, non deve essere un punto di arrivo. Dobbiamo ripartire da questi importanti risultati per fare ancora meglio e, attraverso la collaborazione di tutti, migliorare ancora il nostro territorio. Sono convinto che il futuro dei territori e del turismo, non progredirà attraverso l’urbanizzazione, ma bensì attraverso la salvaguardia dell’ambiente e delle biodiversità».

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