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Polemica sulle Fiere di Vallo, intervengono il Consorzio e l’I.Com Advertsing

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Dopo le polemiche degli ultimi giorni sulle sorti del Centro Espositivo Artigianale di Vallo della Lucania, Il Consorzio Artigiani Vallo e la società I.Com Advertising, che dagli albori ha affiancato il Consorzio nella gestione, ha voluto diffondere una nota, che di seguito si pubblica integralmente, per esprimere la propria opinione sulla vicenda.

Polemica sulle Fiere di Vallo, intervengono il Consorzio e l’I.Com Advertsing

Dopo le polemiche degli ultimi giorni sulle sorti del Centro Espositivo Artigianale di Vallo della Lucania, Il Consorzio Artigiani Vallo e la società I.Com Advertising, che dagli albori ha affiancato il Consorzio nella gestione, ha voluto diffondere una nota, che di seguito si pubblica integralmente, per esprimere la propria opinione sulla vicenda.

La verità è che, se oggi si ragiona sull’’eventuale futuro dell’’area espositiva di Vallo della Lucania è dovuto ai sacrifici, al lavoro e agli investimenti fatti dalla nostra gestione per 18 anni. A lungo abbiamo richiesto all’’Amministrazione comunale uno slancio per la crescita della realtà esistente, per costruire, insieme a nuovi e referenziati partner, altre opportunità e sbocchi.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è scritto sui tanti atti a noi avversi, redatti dal 2013 dagli uffici comunali, che hanno delegittimato in maniera continua il lavoro svolto. In sintesi, in questi ultimi anni, non si è fatta un’azione a favore di qualcuno o di qualcosa (che sarebbe stato legittimo e comprensibile), ma si è agito contro qualcuno e contro qualcosa. Il qualcuno ovviamente è rappresentato dal soggetto che ha gestito a partire dal 1997 la struttura, il qualcosa è rappresentato dalle centinaia di iniziative realizzate da Fiere di Vallo, che hanno portato lustro e valore aggiunto alla Città di Vallo della Lucania ed al Cilento tutto.

IL BANDO PER LA GESTIONE DEL CENTRO
Oggi si discute di un bando pubblicato dall’’Amministrazione comunale di Vallo della Lucania dove viene concessa la gestione del Centro Espositivo Artigianale per 6 anni, senza entrare nello specifico dei beni e delle attrezzature oggetto della concessione e senza specificare in maniera trasparente gli oneri accessori che il futuro gestore dovrà riconoscere al Comune.
Tutte le attrezzature e gran parte degli impianti in essere all’’interno del Centro Espositivo Artigianale, in verità, sono frutto degli investimenti fatti dal Consorzio Artigiani Vallo e, pertanto, proprietà privata. All’’atto della concessione originaria l’immobile venne consegnato al Consorzio senza attrezzature e senza gran parte dell’impiantistica essenziale per il corretto funzionamento della stessa. Il Consorzio Artigiani Vallo si impegnò ad effettuare gli allacci dell’energia elettrica e delle altre utenze. Tutte le ulteriori migliorie sia degli impianti, sia delle aree verdi, sia delle attrezzature strumentali sono tutte di proprietà del precedente gestore il quale, legittimamente, o viene ristorato degli investimenti fatti o è legittimato a riprendersi il tutto.
Nel bando si legge testualmente che il nuovo gestore deve indicare l’importo con cui si impegna ad implementare le attrezzature esistenti: ma di quali attrezzature si parla? L’’unico partecipante alla gara, a cui va il nostro rispetto, è al corrente di aspirare alla concessione di un bene privo delle attuali dotazioni?

TASSE ESORBITANTI, CHIESTE CON 6 ANNI DI RITARDO
Gli uffici del Comune di Vallo della Lucania hanno emesso dal 2012 bollette per il recupero delle competenze per la raccolta dei rifiuti a partire dall’anno 2006 per un importo spropositato, calcolate sulla metratura dell’immobile, dimenticando che il gestore, chiunque esso sia, svolge per conto del Comune un servizio di manutenzione e opera in virtù di delibere comunali che contingentano i giorni lavorati al di là del periodo di possesso del bene.
Nel 2014, inoltre, la struttura espositiva è stata oggetto di una mostra permanente a partire dal mese di maggio, realizzata dal Comune di Vallo e dalla Banca del Cilento, allestita con l’utilizzo gratuito delle attrezzature messe a disposizione del Consorzio Artigiani, utilizzando l’energia elettrica pagata dal Consorzio stesso, il quale nello stesso anno ha realizzato per proprio conto 4 iniziative espositive per un totale di 14 giorni di occupazione dell’area. Per questi ha pagato un onere di concessione e si è visto richiedere dall’’Ufficio tributi una tassa rifiuti di migliaia di Euro.

LA SVOLTA CHE MANCA PER IL RILANCIO
Sulla base di queste controversie il bando ha escluso dalla partecipazione il Consorzio in quanto oggetto di pendenze con il Comune? Abbiamo letto che l’apertura di un dibattito ora lede gli interessi legittimi dell’unico soggetto che ha partecipato al bando. Ci sembra comprensibile la preoccupazione, ma è altrettanto comprensibile, a questo punto, far emergere la voce di chi Fiere di Vallo l’ha inventata e costruita con i propri sacrifici, senza usufruire di fondi pubblici per la gestione. Dopo che, per anni, abbiamo proposto la realizzazione di un partenariato vasto, pubblico e privato per la realizzazione di un vero Ente Fiera, oggi ci troviamo nella situazione di spettatori … per molti indesiderati. Vallo della Lucania , il Cilento e noi tutti meritiamo qualcosa di più.

Avremmo potuto partecipare al bando presentandoci con una nuova società o con la I.Com Advertising, ma per la coerenza che da sempre ha contraddistinto il nostro operato abbiamo scelto di non concorrere, ritenendo questo bando non appropriato per una svolta necessaria al rilancio della struttura. Questa ha rappresentato e potrà rappresentare un reale volano di sviluppo e punto di aggregazione per l’intera area a Sud di Salerno, se si lavorerà per la costruzione di un soggetto forte e rappresentativo, in grado di competere sul mercato con esperienza e professionalità.

Nella nostra esperienza gestionale, quasi ventennale, abbiamo a nostre spese appreso come il raggiungimento di un obbiettivo può essere ottenuto solo creando sinergie tra più soggetti portatori di interesse e di competenze. Più alto è l’obbiettivo più vasto deve essere il coinvolgimento. In tanti anni non abbiamo mai realizzato iniziative fine a se stesse con l’obbiettivo di fare cassa. Dover realizzare feste ad intrattenimento musicale (come previsto dal bando e come realizzato negli ultimi mesi all’’interno della struttura con il benestare degli uffici preposti) per poter pagare un canone e relativi costi di gestione non appartiene alle nostre priorità e lo lasciamo fare con grande rispetto a quelle strutture private che nascono e pagano le tasse per fare il loro mestiere (sale e discoteche).

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