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Cilento senza futuro? No, ma servono nuove strategie

Cilento senza futuro? No, ma servono nuove strategie

“Bisogna smetterla di descrivere il Cilento come una terra abbandonata, senza futuro. Dobbiamo iniziare a dire che il probelma del Cilento non è la mancanza di risorse, ma l’assenza di una strategia di sviluppo”. A parlare è Emilio Romaniello, capogruppo di minoranza del comune di Vallo della Lucania che lancia un monito a politici e amministratori locali affinché la smettano di dare una rappresentazione del territorio in piena crisi.
Per il consigliere comunale vallese la via da seguire è un’altra: “Dovremmo prima conoscere quello che c’è nel Cilento, quello che si può e si vuole fare, e poi fare sistema per attrarre le risorse – dice – Montagne, mare, fiumi, sono ricchezze naturali. C’è una strategia di valorizzazione economica sulle risorse naturali? Il problema non è la quantità della spesa ma la qualità di essa. Magari si dovrebbe fare un bilancio per verificare quanto è stato speso e quali risultati sono stati raggiunti. Riqualificare la spesa vuol dire anche cambiare modo di governare il territorio”.

Quindi Romaniello prende ad esempio la questione della metanizzazione che “affrontata come semplice investimento infrastrutturale diretto a far risparmiare i cittadini, le imprese e la PA denota una strategia miope”.

“Serve un cambio radicale e culturale nel modo di concepire gli edifici pubblici, di costruire le abitazioni private in un territorio come il Parco, nel portare avanti serie politiche di sviluppo ecosostenibile, di fare impresa”, aggiunge. ”
Il rischio – conclude – è che tra 10 anni avremo il metano, ma si continuerà a costruire favorendo la dispersione energetica e anon avere imprese sul territorio”.

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