Cresce la tensione a Vallo della Lucania attorno agli interventi previsti nell’area industriale di Cognulo. Dopo le preoccupazioni sollevate dalla cittadinanza, il capogruppo di maggioranza e consigliere comunale Antonio Bruno è intervenuto per fare chiarezza, smentendo categoricamente l’apertura di una discarica e confermando la realizzazione di un centro di raccolta per materiali ingombranti. Una spiegazione che tuttavia non placa il malcontento dei residenti, fermamente contrari alla localizzazione dell’opera.
La posizione dei residenti e il fronte del “No” ad Angellara
Il comitato e gli abitanti della zona fanno sentire la propria voce, contestando i modi e i tempi della comunicazione istituzionale. La critica principale riguarda la mancanza di un confronto preliminare, liquidato a loro dire con un post social a cantiere ormai avviato. I cittadini sottolineano che Angellara rappresenta un biglietto da visita importante per l’intero territorio e non può accogliere un centro di raccolta rifiuti all’ingresso, in un’area già gravata da molteplici criticità storiche.
Tra le principali preoccupazioni sollevate dai residenti figurano:
- La presenza della vasca di irrigazione, associata a disagi igienico-sanitari e alla massiccia proliferazione di zanzare.
- La densità della zona artigianale e dei capannoni produttivi.
- La totale assenza di marciapiedi e di una manutenzione stradale adeguata che garantisca la sicurezza dei pedoni.
- Le deviazioni e i problemi legati alla viabilità causati dalle criticità del ponte crollato.
Alle questioni di decoro e sicurezza si sommano dubbi tecnici e normativi stringenti, tra cui la vicinanza al corso d’acqua con il rispetto dei vincoli idraulici PAI, la compatibilità dell’impianto all’interno della Zona D del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni a pochi metri dalle abitazioni, l’impatto del traffico pesante sulla SR488 e la tutela dei vincoli storici sul ponte adiacente. Per fermare i lavori e chiedere localizzazioni alternative fuori dai centri abitati, è stata avviata una petizione con raccolta firme.
La replica del Comune: nessun impianto di smaltimento e solo vantaggi ecologici
Di avviso opposto è l’amministrazione comunale. Nelle parole del consigliere Antonio Bruno, l’opera viene dipinta come un servizio strategico in più per la comunità di Vallo della Lucania, pensato per agevolare il corretto conferimento dei materiali ingombranti che non rientrano nel normale porta a porta.
L’esecutivo assicura che la struttura sarà organizzata, controllata e priva di rifiuti organici, escludendo categoricamente cattivi odori o accumuli incontrollati. L’obiettivo dichiarato resta quello di contrastare il fenomeno degli abbandoni abusivi e potenziare il decoro urbano, sebbene il dibattito cittadino resti aperto e acceso sul futuro urbanistico della zona PIP.
