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Cuccaro Vetere Turismo. Scopri il comune di Cuccaro Vetere

Cuccaro Vetere, il borgo fortificato a guardia della valle del Lambro


La Storia di Cuccaro Vetere.

Cuccaro Vetere deriva dal greco cima, cucuzzolo. Era una delle quattro terre normanne che costituivano la Baronia di Novi. La posizione geografica di Cuccaro, dominante la vasta zona circostante, fece del luogo la fortezza – rifugio e poi uno dei capisaldi difensivi della greca Velia – Cuccaro; in seguito continuò ad essere un centro fortificato. Cuccaro Vetere conserva ancora l’aspetto di una fortificazione, arroccata su una collina a guardia della valle del Lambro.

Un panorama di Cuccaro Vetere, foto Ianuale Nicola

Un panorama di Cuccaro Vetere, foto Ianuale Nicola

Cosa Visitare a Cuccaro Vetere.

Ad Est del centro abitato sorgeva un monastero italo – greco con l’annessa chiesa di San Nicola dei Greci ove fino alla seconda metà del seicento il rito veniva celebrato con il rito greco di cui sono rimasti i ruderi.

Oltre al convento tra i beni architettonici di pregevole valore annoveriamo la chiesa di San Pietro Apostolo. La chiesa ad una navata fu completamente ristrutturata nel 1800. Sono conservati nel suo interno quadri del 1700, statue in legno ed un organo a canne. Di pregio l’altare maggiore in marmi policromi intarsiati e le acquasantiere in pietra lavorata. Ben inserito nel contesto artistico del tempio è il portone in bronzo ideato dall’artista Mario Modica che si è ispirato nel realizzarlo alla vita del santo patrono San Pietro Apostolo.
Alla fine del XIII secolo fu costruito dai Sanseverino il convento di S. Francesco, il quale fu operante fino alla fine del 700. Oggi si racconta che un gruppo di monaci diretti verso un lontano paese dove avrebbero dovuto fondare un convento, fecero sosta proprio dove oggi sono i ruderi del monastero, per far riposare i muli carichi di arredi sacri. Dopo il misero pasto e le devote preghiere al Signore ché li accompagnasse, vollero riprendere il cammino. Ma uno dei muli, nonostante i ripetuti incitamenti, restava immobile nella sua posizione di adorazione in ginocchio. Pensando che il carico fosse eccessivo per le sue forze, i monaci glielo tolsero per farlo riposare ancora un po’; ma alla partenza quello ripeteva il gesto di adorazione. Alla fine quei santi frati, cercando di scoprire quel mistero, vuotarono il carico e con grande meraviglia, rinvennero una reliquia della Croce di Cristo. Convinto che questo era un segno del Signore, edificarono il convento in quel luogo. Il monastero divenne molto accorso per la santa reliquia, e nei pressi vi nacque anche una fiera che ancora oggi si tiene il Venerdi Santo ed è detta “del Legno Santo”. Dopo che Convento cadde in rovina, il Sacro Legno venne portato nella chiesa di S. Pietro a Cuccaro ed oggi e ancora oggetto di grande venerazione da parte dei fedeli che il Venerdi Santo lo portano in processione; in questo giorno non vi è nessuno che si rechi a baciarlo.

Tra gli appuntamenti del folklore locale che meritano di essere vissuti il tradizionale palio del ciuccio che si tiene in estate.

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