Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa dai toni duri e perentori, il sindaco Mario Conte ha ufficializzato la fine della sua esperienza alla guida dell’amministrazione comunale annunciando che, nel giro di quarantotto ore, il Comune sarà ufficialmente commissariato.
Il primo cittadino non ha usato mezzi termini nel ricostruire le dinamiche che hanno portato al collasso della giunta, puntando il dito contro un vero e proprio asse di responsabilità che avrebbe decretato la fine anticipata del mandato, individuando nell’ex vicesindaco Gianmaria Sgritta, il principale artefice insieme ai consiglieri Cesare Moscariello, Maria Rosaria Pierro, e al capogruppo Adolfo Lavorgna e al consigliere del gruppo misto Pasquale Ruocco.
Le accuse all’ex sindaco e al Partito Democratico
Oltre agli esponenti attuali, Conte ha esteso le sue critiche anche all’ex sindaco Massimo Cariello, identificandolo come una figura centrale tra i responsabili politici del fallimento amministrativo e sostenendo che la caduta sia frutto di un’azione premeditata che ha impedito il proseguimento dei progetti in cantiere. Punta il dito anche al PD provinciale e regionale.
L’incontro in piazza e la possibile ricandidatura
Con l’arrivo imminente del commissario, il sindaco ha promesso di non lasciare la scena politica senza aver chiarito la propria posizione davanti alla cittadinanza, annunciando un comizio pubblico in Piazza della Repubblica dove spiegherà dettagliatamente il lavoro svolto finora e gli obiettivi e le opere che, a causa di questa crisi, sono stati bruscamente bloccati, ribadendo la sua volontà di fare piena luce sulle ragioni che hanno interrotto il percorso del suo mandato.
Infine ha detto che se gli alleati trovano una sintesi sul suo nome, si ricandiderà.