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Scavo dell’anfiteatro romano di Paestum, il Codacons sollecita il Ministero della Cultura

Il Codacons Salerno invia una nota al ministro Alessandro Giuli per sbloccare lo scavo dell'anfiteatro romano di Paestum e la dismissione della ex SS18

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 05/08/2026
Aggiornato il: 06/08/2026
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Il Codacons Salerno ha inviato una nuova nota al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per chiedere lo sblocco definitivo del progetto di completamento dello scavo dell’anfiteatro romano di Paestum. L’iniziativa dell’associazione dei consumatori mira a sollecitare la ripresa di un intervento considerato decisivo per il rilancio e la piena fruizione dell’area archeologica.

Nella comunicazione, trasmessa il 4 agosto 2026, si fa riferimento alla recente visita del ministro sul posto e si evidenzia come i precedenti solleciti indirizzati al dicastero non abbiano ancora ricevuto riscontro.

Il nodo della ex Strada Statale 18 e i ritardi del progetto

Nonostante il costante sviluppo delle attività di valorizzazione del Parco archeologico registrato negli ultimi anni, una porzione dell’anfiteatro romano rimane tuttora sepolta sotto il tracciato della ex Strada Statale 18.

La situazione si trascina da oltre un decennio, quando il Comune di Capaccio Paestum annunciò il piano denominato “Scavo spettacolare dell’anfiteatro romano e dismissione di un primo tratto della ex SS18”. Un programma di lavori che, come sottolineato dal Codacons, non ha mai visto un’effettiva realizzazione pratica.

La richiesta di fondi e il richiamo alle norme di tutela

Nel testo inviato a Roma, l’associazione ribadisce l’urgenza di un’azione coordinata tra le istituzioni coinvolte.

«L’intervento non è più procrastinabile – si legge nella nota –. È ora giunto il tempo di un’iniziativa forte del Ministero che sappia coinvolgere e coordinare tutti i possibili attori».

L’obiettivo primario della richiesta riguarda il reperimento delle risorse finanziarie indispensabili per completare le operazioni archeologiche e restituire l’opera nella sua interezza. A sostegno dell’istanza, il Codacons richiama i principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione italiana, le direttive dell’Unesco e la Convenzione di Faro, evidenziando il valore nazionale e universale del patrimonio di Paestum.

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