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Sapri, no alla chiusura del punto nascita: la FP CGIL proclama lo stato di agitazione. “Il Prefetto ci incontri”

Tale rischio rappresenta una minaccia concreta non solo per la salvaguardia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 09/04/2025
Aggiornato il: 09/04/2025
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Ospedale di Sapri

La FP CGIL Salerno esprime profonda preoccupazione per il paventato rischio di chiusura del Punto Nascita dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri, nonostante sia aggregato in forma subordinata all’UOC di Ostetricia di Vallo della Lucania che è già oggetto di deroga ministeriale.

Una minaccia per la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza

Tale rischio rappresenta una minaccia concreta non solo per la salvaguardia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in considerazione della conformazione orogeografica, ma anche per il mantenimento dei livelli occupazionali e dello status di DEA di 1° livello, di cui il Punto Nascita costituisce un pilastro fondamentale. A seguito dell’assemblea FP CGIL coi lavoratori del 25 marzo e dell’assemblea dei Sindaci allargata al comitato di difesa dell’ospedale dell’8 aprile, è emerso con chiarezza che la chiusura del Punto Nascita comporterebbe gravi ripercussioni per le comunità locali, già penalizzate dalla distanza dai principali centri ospedalieri.

Proclamato lo stato di agitazione

Pertanto, la FP CGIL Salerno, in rappresentanza del personale del comparto e della dirigenza del Presidio Ospedaliero di Sapri, proclama lo stato di agitazione per difendere il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini del territorio e la qualità e i livelli di occupazione presso l’ospedale di Sapri. Chiediamo di essere convocati dal Prefetto Salerno per affermare con forza che il mantenimento del Punto Nascita è essenziale per garantire la continuità delle specialità attualmente presenti presso il Presidio Ospedaliero di Sapri. La sua chiusura rappresenterebbe un ulteriore passo verso il depotenziamento della sanità pubblica nelle aree interne, con conseguenze inaccettabili per le future madri e i neonati.

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