I cittadini della Campania si apprestano a confrontarsi con una ristrutturazione profonda della sanità territoriale. Nell’ultima seduta tenutasi a Palazzo Santa Lucia, la Giunta regionale della Campania ha dato il via libera a una serie di provvedimenti chiave per l’assistenza specialistica ambulatoriale. L’intervento agisce su due fronti prioritari: l’adeguamento tariffario alle direttive nazionali e il superamento del criterio della spesa storica per l’assegnazione dei fondi al settore privato accreditato, ponendo le basi per un contrasto mirato alle liste d’attesa.
Aggiornamento delle tariffe per la specialistica ambulatoriale
Il primo tassello della delibera riguarda l’allineamento delle tariffe regionali relative alle prestazioni di specialistica ambulatoriale ai nuovi importi fissati a livello nazionale, in recepimento dell’Intesa Stato-Regioni. La misura definisce i quadri economici per le prescrizioni effettuate a partire dal 21 settembre 2026. L’adeguamento garantisce omogeneità rispetto alle direttive nazionali, impattando sul tariffario delle visite e degli esami strumentali offerti sul territorio regionale.
Nuovi limiti di spesa e risorse sbloccate per il privato accreditato
Il provvedimento definisce la programmazione definitiva per il 2026 e fissa, in via provvisoria, i limiti di spesa per il 2027. Vengono stabiliti il numero massimo di prestazioni erogabili da ciascuna struttura privata accreditata per conto del Servizio Sanitario Regionale, i criteri per la ripartizione dei fondi tra le singole aziende sanitarie e lo schema di contratto tipo da sottoscrivere con gli operatori convenzionati.
Stop alla spesa storica per abbattere i tempi d’attesa
La novità più rilevante è la svolta metodologica nella distribuzione delle risorse economiche alle strutture private. Il sistema supera il modello basato sulla spesa storica corretta da indicatori di qualità per introdurre un meccanismo orientato al fabbisogno effettivo del territorio.
A partire da questa delibera, una quota pari a sei milioni di euro per l’anno in corso viene vincolata in modo esclusivo all’acquisto delle prestazioni sanitarie per le quali la rete pubblica presenta una carenza di offerta. Spetterà a ciascuna ASL individuare le aree critiche sul proprio territorio attraverso l’analisi dei tempi di attesa e l’esame della mobilità passiva, ossia il flusso di cittadini che sceglie di curarsi al di fuori della Campania.
L’impostazione strategica è destinata a rafforzarsi nei prossimi anni: per il 2027 le risorse vincolate alla copertura delle prestazioni critiche potranno salire dal 5% al 10%, con la prospettiva di raggiungere successivamente la quota del 20%.
