La riattivazione della Medicina Nucleare presso l’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia rappresenta una svolta fondamentale e non più rinviabile per l’assistenza sanitaria dell’intera piana del Sele. Tuttavia, la scelta delle modalità di gestione fa discutere. Al centro del dibattito c’è la decisione dell’Asl Salerno di affidare il servizio attraverso un partenariato pubblico-privato del valore complessivo di oltre 30 milioni di euro. Una scelta su cui il sindacato degli infermieri Nursind Salerno chiede immediata trasparenza, sollecitando un tavolo di confronto urgente con i vertici dell’azienda sanitaria locale.
Il timore principale riguarda le ricadute organizzative ed economiche dell’operazione, oltre alle garanzie sul futuro del personale pubblico all’interno della struttura.
I dubbi del sindacato: “Un confronto economico tra pubblico e privato”
Pur confermando l’assoluta favorevolezza alla riapertura del reparto, la sigla sindacale evidenzia la necessità di verificare la reale convenienza economica del modello prescelto. La richiesta indirizzata all’Asl è precisa: analizzare nel dettaglio i costi del partenariato mettendoli a confronto con quelli di una gestione interamente pubblica, comprensiva di acquisto macchinari, manutenzione e nuove assunzioni.
«Siamo favorevoli alla riattivazione della Medicina Nucleare di Battipaglia e vogliamo che il servizio riparta al più presto – dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno – ma proprio perché parliamo di un servizio sanitario strategico e di un investimento pubblico molto importante, vogliamo capire con chiarezza perché sia stata scelta questa strada e quanto costerà réellement ai cittadini».
«La domanda è semplice: quanto sarebbe costato all’Asl gestire direttamente questo servizio per lo stesso periodo? – prosegue Tomasco – Vogliamo vedere i numeri. Se la soluzione scelta è davvero la più conveniente per la sanità pubblica, non ci sarà alcun problema a dimostrarlo. Ma questa convenienza deve essere evidente e comprensibile, non soltanto dichiarata».
Macchinari già presenti e gestione del personale: i punti critici
Tra le questioni sollevate dal Nursind emerge la presenza, all’interno del presidio ospedaliero di Battipaglia, di attrezzature già acquistate in passato con fondi pubblici. L’organizzazione sindacale chiede garanzie affinché non si generi una sovrapposizione di costi tra beni già disponibili e risorse fornite dall’operatore privato.
«Non vogliamo che il pubblico paghi due volte – sottolinea Biagio Tomasco –. Se alcune apparecchiature sono già state acquistate con risorse pubbliche, bisogna sapere esattamente come vengono considerate nel progetto complessivo e quali beni resteranno all’Asl anche in futuro».
Parallelamente, rimane aperto il nodo legato alle risorse umane. Sebbene l’Asl abbia previsto una propria pianta organica, occorre chiarire l’effettiva proporzione sul campo tra medici, infermieri e tecnici pubblici e personale dipendente dalla società privata.
«Non possiamo ritrovarci con una struttura formalmente pubblica ma con personale, competenze e organizzazione affidati prevalentemente all’esterno – afferma Tomasco –. Vogliamo sapere quanti medici, tecnici, infermieri, operatori e professionisti dell’Asl saranno realmente impiegati a Battipaglia e quale piano di assunzioni è previsto per rendere il servizio progressivamente autonomo».
Un investimento sul futuro della sanità pubblica
Per il Nursind Salerno l’esternalizzazione dei servizi non può trasformarsi in una prassi consolidata per supplire alle carenze d’organico, ma deve rimanere un’opzione residuale e temporanea.
«Il privato può essere uno strumento integrativo quando serve e quando conviene. Non può diventare la soluzione permanente alla carenza di personale pubblico. Se vogliamo davvero rafforzare la sanità pubblica, dobbiamo assumere, formare e trattenere le professionalità all’interno dell’Asl», aggiunge Tomasco.
«Non siamo contro la riapertura, siamo contro qualsiasi modello che nel tempo rischi di rendere il pubblico dipendente dal privato – conclude Biagio Tomasco –. A Battipaglia dobbiamo riaprire la Medicina Nucleare, ma dobbiamo anche costruire le condizioni perché domani l’Asl sia in grado di gestirla con le proprie professionalità e le proprie competenze. La sanità pubblica si rafforza investendo nel pubblico».
