I contorni del procedimento penale che vede coinvolto l’ex sindaco di Santa Marina, l’ingegnere Giovanni Fortunato, insieme ad altri imputati, si arricchiscono di nuovi elementi tecnici dopo l’ultima udienza dibattimentale. Al centro del confronto in aula, le modalità di rilascio del titolo edilizio in favore della società Forever Dreamers nell’area Torre Oliva-Crocefisso-Spineto, con una discussione focalizzata sulla natura urbanizzata del territorio e sulle procedure amministrative adottate dall’ente locale nell’arco degli ultimi decenni.
Lo scontro tecnico sulle caratteristiche dell’area edilizia
La testimonianza dell’ingegnere Vincenzo Rago, consulente tecnico nominato dalla Procura, si è concentrata sulla qualificazione urbanistica del lotto interessato dall’intervento. Secondo la ricostruzione del perito del PM, l’atto autorizzativo non avrebbe dovuto assumere la forma del permesso di costruire diretto, bensì quella della convenzione di lottizzazione. Una tesi che sostiene come l’area non fosse da considerarsi pienamente urbanizzata, precludendo così l’applicazione delle deroghe previste dal regolamento edilizio comunale in vigore dal 1999.
Di contro, la difesa ha richiamato l’attenzione sulla presenza concreta e risalente delle principali infrastrutture primarie nel comparto: reti idriche, fognarie, elettriche, pubblica illuminazione, metano, fibra ottica e viabilità. Elementi confermati in aula dallo stesso consulente e posti dalla difesa a supporto dell’ipotesi che l’area fosse già strutturalmente urbanizzata, condizione che la normativa statale e regionale riconosce come idonea per l’accesso all’intervento edilizio diretto anche su lotti non ancora edificati.
Le dichiarazioni dell’ex sindaco Fortunato e i precedenti amministrativi
A margine della deposizione del consulente della Procura, Giovanni Fortunato ha reso dichiarazioni spontanee per chiarire la prassi applicata nelle zone di espansione (zone C). L’ex primo cittadino ha evidenziato come l’adozione del permesso diretto non rappresentasse una misura eccezionale o introdotta sotto la sua gestione, quanto piuttosto un criterio procedurale consolidato a Santa Marina fin dal 1999.
A supporto di tale ricostruzione, la difesa ha citato 23 titoli edilizi rilasciati con la medesima modalità tra il 1999 e il 2023, nove dei quali autorizzati prima del 2007 da commissioni guidate da precedenti amministrazioni. Fortunato si è soffermato anche sull’immobile edificato sul lotto adiacente a quello contestato, avviato nel 2004 su permessi rilasciati durante la giunta Castaldo, precisando che gli interventi successivi hanno riguardato unicamente il completamento di volumetrie già assentite.
L’impatto economico per l’ente locale e i termini di esecuzione
Un ulteriore snodo dell’udienza ha riguardato il profilo finanziario legato alla tipologia di titolo adottato. La difesa ha sostenuto che l’impiego della lottizzazione convenzionata, teorizzata dalla Procura, avrebbe comportato un minor introito per le casse comunali stimabile in circa un milione di euro nel periodo 1999-2022.
Tale differenza sarebbe derivata dal diverso calcolo degli oneri di urbanizzazione e dall’acquisizione a carico del Comune delle spese di manutenzione per le opere interne ai comparti privati. Attraverso il permesso diretto, l’ente ha invece incassato integralmente i contributi legati alle infrastrutture già realizzate, senza addossarsi i costi di gestione delle aree pertinenziali. È stato inoltrato evidenziato come il permesso diretto abbia vincolato la società costruttrice a un termine di realizzazione più stringente (tre anni contro i dieci concessi dalle convenzioni di lottizzazione), elemento indicato dalla difesa per escludere agevolazioni nei confronti del soggetto privato.
La testimonianza del componente della Commissione per il Paesaggio
L’udienza ha visto anche l’esame dell’architetto Pietro Vinci, componente della Commissione per il Paesaggio ed ex teste citato dall’accusa. Vinci ha ricostruito l’iter di valutazione del progetto, specificando che l’iter ha richiesto quattro rinvii per integrazioni documentali prima di ottenere l’approvazione finale al quinto passaggio.
Sollecitato sul contenuto di alcune intercettazioni telefoniche riprese dagli inquirenti, il teste ha ridimensionato le espressioni utilizzate, riconducendole a dinamiche di lavoro interne e precisando di non aver mai subito pressioni: «Non sono mai stato condizionato o obbligato da nessuno nell’espressione dei propri pareri in Commissione, men che meno dall’ing. Fortunato, dal quale non ho mai ricevuto segnalazioni su alcun intervento oggetto di esame».
In merito alla conoscenza dello stato dei luoghi, Vinci ha espresso la propria valutazione tecnica qualificando il comparto Torre Oliva-Crocefisso come «assolutamente e completamente urbanizzata», aggiungendo che definire non urbanizzata tale zona rappresenterebbe «una grave inesattezza».
I prossimi sviluppi del dibattimento
Il calendario delle prossime attività processuali subirà una modifica: l’udienza originariamente programmata per il 25 settembre non avrà luogo a causa dell’adesione dell’avvocatura allo sciopero nazionale di categoria. Il procedimento riprenderà nelle date già fissate del 5 e 9 ottobre, occasioni nelle quali il Tribunale proseguirà con l’ascolto dei testimoni della lista per completare la fase istruttoria.
