Un’articolata attività d’indagine condotta sul web ha portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di un cittadino residente a Capaccio Paestum, ritenuto responsabile del reato di diffamazione aggravata (art. 595, commi 2 e 3, del Codice Penale). L’operazione scaturisce dalla necessità di tutelare l’onore e il decoro istituzionale del Corpo di Polizia Municipale a seguito di contenuti offensivi emersi in rete.
L’origine del procedimento e la denuncia del Comandante
L’avvio delle procedure di polizia giudiziaria deriva direttamente da una querela presentata dal Comandante della Polizia Locale, Magg. Dott. Antonio Rinaldi. La decisione di procedere per vie legali è maturata dopo l’individuazione di un messaggio pubblicato sulla piattaforma Facebook.
Il testo in questione presentava espressioni ritenute lesive dell’onore e del prestigio sia del Comando nel suo complesso sia dei singoli agenti operativi, superando ampiamente i limiti di continenza espressiva previsti dalla legge per il diritto di critica.
Indagini informatiche e cristallizzazione della prova
I controlli sono stati effettuati direttamente dagli ufficiali e dagli agenti di Polizia Giudiziaria del Comando locale, i quali hanno applicato tecniche avanzate di computer forensics. La procedura ha consentito di mettere al sicuro la prova digitale attraverso:
- L’acquisizione formale della documentazione informatica e l’estrazione assistita delle schermate (screenshot).
- La repertazione degli elementi tecnici essenziali per tracciare l’origine e la diffusione del post.
- L’incrocio dei dati dell’account social con i registri anagrafici e i riscontri fotodattiloscopici presenti negli archivi digitali del Comune.
Questo processo di comparazione fotodocumentale ha permesso di risalire in modo univoco all’identità del titolare del profilo.
La rimozione del post e il quadro giuridico
Nel corso delle verifiche è emerso che l’autore della pubblicazione aveva successivamente provveduto a cancellare il contenuto dalla piattaforma social.
Dal punto di vista tecnico-giuridico, tuttavia, l’eliminazione del messaggio non invalida l’illecito: la condotta criminosa si intende infatti già perfezionata al momento della sua prima diffusione online. Tutta la documentazione probatoria è stata quindi blindata sul piano digitale e trasmessa alla Procura della Repubblica.
I limiti del diritto di critica e la posizione del Comando
Dal Comando della Polizia Municipale viene richiamato il perimetro entro cui deve muoversi la libertà di espressione. Pur ricordando che la manifestazione del pensiero e la critica sono garantite dall’articolo 21 della Costituzione, viene evidenziato come tali facoltà debbano sempre rispettare la continenza formale e la verità dei fatti. La libera opinione non può tradursi in offese o contumelie dirette a minare la reputazione di chi lavora al servizio delle Istituzioni.
