Prosegue con successo la XIX edizione del Settembre Culturale. Ospite della serata di ieri, domenica 6 settembre, nella suggestiva cornice della Fornace, il giornalista e già Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, giunto nella cittadina cilentana per presentare la sua ultima opera autobiografica, “Storia senza eroi”. L’incontro ha rappresentato un momento di profonda riflessione collettiva sui risvolti umani, giudiziari e politici dello scandalo che travolse l’ex governatore nell’ottobre del 2009.
Il racconto di un’esistenza tra sfera pubblica e privata
“Storia senza eroi” si configura come una rielaborazione intima ed essenziale delle vicende personali e pubbliche dell’autore. Attraverso un percorso narrativo che si snoda tra l’Italia e gli Stati Uniti, guidato dal supporto di una psicanalista, l’opera si arricchisce dei contributi delle figlie di Marrazzo – Giulia, Diletta e Chiara – le quali offrono preziosi controcampi emotivi e prospettici su una stagione dolorosa per la propria famiglia.
La narrazione ripercorre con trasparenza le tappe di una vicenda segnata dall’incursione di una pesante macchina del fango, restituendo al lettore uno spaccato crudo ma consapevole su una delle pagine più note della cronaca politica italiana recente.
Il peso dei non detti e la denuncia contro le gogne mediatiche
Durante la presentazione, Piero Marrazzo ha evidenziato come la genesi del testo sia strettamente connessa alla necessità di superare i silenzi e le omissioni che spesso caratterizzano le dinamiche familiari.
«Volevo raccontare e dare anche una parola, non dico di speranza perché non sono nessuno per darla, ma una parola che aiuti a volte a capire i non detti nelle famiglie, perché ci sono dei segreti», ha dichiarato il giornalista. «Questi non detti io non li avrei mai potuti raccontare se non fossi stato vittima di questa macchina del fango, quattro carabinieri infedeli, che mi fecero un agguato, poi condannati.
Ripercorrerla è stato facile con l’aiuto delle figlie. Questo ha dato tutto un altro significato al libro, e, a consegnare agli altri un non detto che hai scoperto solo perché ti è accaduto qualcosa di doloroso, ma ti è accaduto».
L’autore ha poi ampliato la propria analisi, volgendo lo sguardo verso le forme contemporanee di marginalizzazione e stigma sociale, ponendo l’accento sulla disparità di risorse di fronte alle gogne pubbliche: «Uno come me, se oggi ancora può concedere un’intervista, significa, che ho avuto comunque la forza che mi viene che mi viene dallo status, di essere un uomo che ha un aveva una cultura, una professione, una famiglia.
Questo libro dimostra che, le gogne, in questa società sono soprattutto quelle nei confronti a volte delle donne, ricordiamo i femminicidi, e di che appartiene alla comunità LGBTQIA+. Perché anche qui ad Agropoli, ci saranno ragazze, gay, lesbiche, donne transessuali, che non hanno la possibilità di parlare e guardare in camera o di scrivere un libro».
Un bilancio positivo per il Settembre Culturale ad Agropoli
L’appuntamento ha segnato la conclusione della prima delle quattro settimane previste nel calendario della rassegna culturale, confermando la centralità della Fornace come hub d’incontro e dibattito sul territorio.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è intervenuta Annamaria Petolicchio, docente e presidente dell’associazione Campania Cultura: «Si conclude la prima settimana di quattro settimane intense. Serate ricche di incontri, di emozioni, e ci tengo a sottolineare anche tantissimi autori locali, grande spazio al territorio e alla comunità tutta, è un’emozione vedere proprio la partecipazione della cittadinanza».
La programmazione prosegue nei prossimi giorni con ulteriori interventi legati alla saggistica, alla narrativa e alla valorizzazione degli autori locali.
