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Ora solare 2026: quando si spostano le lancette e cosa cambia

Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3:00 si torna alle 2:00. Come spostare le lancette, la storia del cambio e il futuro dell’abolizione

Di:
Ernesto Rocco
Roberta Foccillo
Pubblicato il: 23/10/2026
Aggiornato il: 23/10/2026
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Ora solare 2026: quando si spostano le lancette e cosa cambia

Il ritorno all’ora solare è fissato per la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle 3:00 le lancette vanno portate indietro di sessanta minuti, tornando alle 2:00. Il passaggio avviene in contemporanea in tutta l’Unione Europea, alle 1:00 UTC, che in Italia corrispondono alle 3:00 del mattino. La regola vale per l’ultima domenica di ottobre, e quest’anno cade il 25.

Come spostare le lancette

Per chi ha ancora orologi analogici, sveglie, orologi da parete o l’orologio dell’auto, il consiglio è di intervenire domenica mattina o prima di andare a dormire, spostando indietro di un’ora. Per gli orologi a lancette è meglio non forzare il movimento all’indietro se il meccanismo non lo prevede: in quel caso si può avanzare di undici ore. Smartphone, computer, tablet, smartwatch e molte auto recenti si aggiornano da soli se è attiva l’impostazione automatica di data e ora. Vale la pena controllare forno, microonde e autoradio, che restano sull’ora vecchia. Per le sveglie digitali, il consiglio è di verificare l’orario prima di domenica sera.

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Un’ora di sonno in più, ma con qualche effetto

Il passaggio d’autunno è considerato meno pesante di quello di primavera. Gli esperti ricordano però che il corpo può avere bisogno di qualche giorno per riallinearsi, soprattutto per chi ha ritmi rigidi, i bambini piccoli e chi soffre di disturbi del sonno. Con il buio che arriva prima, c’è chi risente di un umore più basso, e una passeggiata all’aperto spesso aiuta a compensare. Chi può, farà bene a esporsi alla luce naturale nelle ore centrali della giornata.

La storia: dalla guerra al risparmio energetico

L’idea di sfruttare meglio la luce del giorno viene attribuita a Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse una lettera scherzosa sulle abitudini dei parigini. Ma la prima applicazione concreta è del 1916, in piena Prima guerra mondiale, quando prima la Germania e poi altri Paesi, tra cui Regno Unito e Italia, anticiparono gli orologi per risparmiare carbone. In Italia l’ora legale entrò in vigore nel giugno 1916 e fu applicata con interruzioni nei decenni successivi. Tornò in modo stabile dal 1966, e dagli anni Settanta, con la crisi petrolifera, si diffuse in gran parte dell’Europa. Nel tempo le date sono state armonizzate: nel 1998 l’Unione Europea ha deciso di uniformare le date del cambio tra i Paesi membri. Oggi le scadenze sono l’ultima domenica di marzo e l’ultima di ottobre.

Il futuro: si abolirà il cambio?

La domanda ritorna ogni anno, e ogni anno la risposta è la stessa: per ora no. Il percorso è partito nel 2018, quando la Commissione europea propose di porre fine all’alternanza, e nel 2019 il Parlamento europeo votò a favore dell’abolizione. La decisione definitiva, però, non è mai arrivata. Alcuni Paesi preferirebbero mantenere l’ora legale tutto l’anno, altri l’ora solare, e questa mancanza di coordinamento ha prodotto una fase di stallo. A riaccendere il dibattito, a ottobre 2025 il premier spagnolo Pedro Sánchez ha proposto ufficialmente all’Unione europea di mettere fine al doppio cambio annuale. Secondo le ultime ricostruzioni, nessun Paese dell’Unione ha ancora abolito il cambio stagionale e non esiste una data certa per una soluzione legislativa. Il nodo principale è evitare un’Europa a “fusi orari a macchia di leopardo”, con differenze di orario anche tra Paesi confinanti. Per l’Italia, le prossime date sono già note: ora legale da domenica 28 marzo 2027, poi nuovo ritorno all’ora solare domenica 31 ottobre 2027.

Altre curiosità utili

  • Il cambio ha anche un risvolto energetico: l’ora legale serve a sfruttare meglio la luce serale, e in Italia ogni anno si stimano risparmi in bolletta, anche se il loro peso reale è discusso.
  • Fuori dall’Ue il quadro è vario. La Russia ha eliminato il cambio nel 2014, mantenendo l’ora invernale, e anche Brasile e Cile hanno abolito il cambio in anni recenti.
  • Chi lavora di notte lo sa: in questa notte il turno dura un’ora in più, con effetti su buste paga e contratti che variano in base all’accordo applicato.
  • Se avete una sveglia importante domenica, controllate che il vostro smartphone sia aggiornato: gli errori di orario sono più frequenti sui dispositivi non collegati alla rete.

In attesa di una decisione che da anni sembra sempre dietro l’angolo, anche quest’anno l’appuntamento è con le lancette: un’ora in più sul cuscino, e sere più buie fino a fine marzo.

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