I primi riscontri strumentali eseguiti sulla salma di Luca Esposito, il giornalista sportivo cinquantatreenne di Nocera Superiore trovato privo di vita nelle campagne di Eboli, cambiano l’indirizzo delle indagini. La Tac effettuata presso l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” ha escluso la presenza di ogive nel corpo carbonizzato, spazzando via l’ipotesi iniziale dell’uso di un’arma da fuoco.
Gli accertamenti clinici delineano un quadro differente e spingono gli inquirenti a concentrarsi su questioni strettamente personali, allontanando l’ombra di un’esecuzione legata alla criminalita organizzata o a motivi professionali.
La ricostruzione dell’aggressione e gli esami medico-legali
Dall’esame strumentale sono emersi i segni di un’aggressivita brutale subita dal cronista prima che il corpo venisse dato alle fiamme con del liquido infiammabile. I medici hanno riscontrato una frattura alla mandibola e diverse tumefazioni.
L’ipotesi dell’arma da fuoco era scaturita dal ritrovamento di un bossolo da parte dei carabinieri della Compagnia di Eboli a circa cinquecento metri dal luogo del ritrovo. La presenza di quel reperto aveva inizialmente fatto pensare a un delitto consumato a breve distanza, ma gli approfondimenti radiologici hanno smentito questa ricostruzione.
L’identificazione del corpo si è basata sulla presenza della Lancia Y bianca in uso al giornalista, parcheggiata a breve distanza. Gli investigatori dell’Arma hanno passato al setaccio l’automobile e recuperato il telefono cellulare della vittima nell’area dell’aggressione, elemento che potrebbe fornire risposte decisive.
Il buco temporale di quattro ore e le ipotesi investigative
Le indagini della Procura di Salerno, guidate dal procuratore Raffaele Cantone con il sostituto Alessandro Di Vico titolare del fascicolo, si concentrano su un arco di tempo ben preciso. L’ultimo accesso del cinquantatreenne all’applicazione Whatsapp risulta registrato alle 22.47 di sabato, mentre le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso la sua vettura in localita Cioffi tra le 22.00 e le 23.00.
L’allarme ai vigili del fuoco e scattato soltanto alle 3.30 di domenica, quando una squadra e intervenuta per domare quello che sembrava un semplice incendio di sterpaglie, facendo la macabra scoperta. In quelle quattro ore si e consumato il delitto.
L’ipotesi principale e che Esposito avesse un appuntamento in quel luogo isolato con qualcuno che conosceva. Il confronto potrebbe essere degenerato in una colluttazione violentissima, culminata nell’aggressione e nel successivo tentativo di distruggere le tracce con il fuoco. Gli inquirenti non escludono nemmeno la pista di una rapina finita nel peggiore dei modi, valutando la presenza di uno o piu complici.
Le parole della famiglia e i prossimi passaggi giudiziari
Le altre piste perdono forza con il passare delle ore. Non risultano criticità legate all’attivita giornalistica di Esposito, né sono emersi riscontri lavorativi con strutture regionali come l’Arpac.
Sotto il profilo giudiziario, l’attenzione e rivolta all’esame autoptico affidato al medico legale Gabriele Casaburi.