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Cilento

Nel Cilento rivive la tradizione della Quarajesema, la vedova di Carnevale

La bambola della Quarajesema scandisce le settimane che dal Mercoledì delle Ceneri conducono fino a Pasqua

Di: Elena Matarazzo
Pubblicato il: 23/02/2023
Aggiornato il: 23/02/2023
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Quaresima

La manifestazione “Carneluvaro mio surundo surundo…” si è conclusa, ma a Cosentini di Montecorice l’usanza della Quarajesema continua ad essere praticata. Si tratta di una tradizione che prevede la costruzione di una bambola con le sembianze di una vecchia, realizzata in stoffa, che viene appesa tra due terrazze il Mercoledì delle Ceneri.

L’iniziativa

Anche quest’anno, l’Associazione Euphòria ha deciso di riportare in vita questa tradizione, vestendo la Quarajesema di nero e facendola impersonare la vedova di Carnevale. Sulla parte posteriore della bambola viene infilzata un’arancia sulla quale sono appese sette penne di gallina: ogni domenica una penna viene tolta.

Il Mercoledì Santo la Quarajesema viene rimossa e il giorno successivo viene bruciata insieme alla legna per preparare il forno nel quale verranno cotti il pane, le pastiere e la pizza chiena.

In sostanza, la Quarajesema funge da calendario, scandendo le settimane che dal Mercoledì delle Ceneri conducono alla Pasqua.

La filastrocca

Alcune strofe di vecchie canzoni popolari ricordano i caratteri attribuiti alla Quarajesema, che gli anziani che abitano il borgo ancora ricordano.

Quarajesema cuossi storta

ja giranno p’ into l’orta

Se jettào pe nu muro

E se ruppette l’uosso ru culo

Quarajesema cuossi storta

ja arrubbanno menestra a l’orta

La ‘ncuntrao Carneluvaro

E ‘a pigliao cu nu palo

Quarajesema cuossi storta

a lu spitale se ne jette

e ‘ncapo re quaranta juorni

accussì edda fernette

Quarajesema cuossi storta

vaje cuglienno le foglie pe l’orta

Si te ‘ngappa lu patrone

te ‘nge roppe u purruzzone

Si te ‘ngappa la mugliera

te ‘nge roppe ‘a tabbacchera.

Pasjcarella vieni currenno

Ca le bbecchie vano carenno

le giuvani pe s’apparà

e le bbecchie pe cammarà.

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