Il regista originario di Sala Consilina, Giuseppe Bonito, ha presentato in anteprima nazionale Fame d’aria, il suo nuovo lungometraggio tratto dall’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli. La proiezione e la successiva presentazione si sono svolte nell’ambito delle Giornate degli Autori alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il regista e il cast hanno incontrato il pubblico e la stampa di settore.
La trama di Fame d’aria: una storia cruda sul rapporto padre-figlio
L’opera si distingue per un linguaggio intenso, con il quale il regista ha scelto di mantenere il tono duro e diretto del testo letterario originale. Al centro della narrazione c’è Pietro, un padre schiacciato dalla fatica quotidiana, dai problemi economici e da un profondo isolamento sociale. L’uomo si trova ad affrontare la complessa gestione del rapporto con il figlio Jacopo, un giovane con spettro autistico.
Il superamento degli stereotipi sulla rappresentazione dell’autismo
La caratterizzazione del personaggio di Jacopo ha rappresentato una delle sfide stilistiche e narrative più delicate per la regia. L’obiettivo di Bonito è stato quello di allontanarsi dai cliché ricorrenti nelle rappresentazioni cinematografiche della neurodivergenza, restituendo al protagonista una personalità articolata e un punto di vista autonomo sulla realtà che lo circonda.
La carriera di Giuseppe Bonito dal debutto ai successi televisivi
Per il cineasta salese si tratta di un passaggio rilevante all’interno di un percorso artistico avviato nel 2012 con il film d’esordio Pulce non c’è, premiato nella sezione Alice nella Città. Nel 2020 ha firmato la regia di Figli, opera scritta da Mattia Torre e interpretata da Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, mentre nel 2021 ha diretto L’Arminuta, adattamento dell’omonimo romanzo di Donatella Di Pietrantonio vincitore del David di Donatello per la migliore sceneggiatura non originale. Parallelamente, l’autore ha lavorato alla regia di produzioni televisive tra cui le serie Bang Bang Baby, Brennero, Gerri e Mike.
La consacrazione nel panorama del cinema italiano
La presenza in Laguna conferma la maturità espressiva del regista campano. Con una storia complessa e orientata all’analisi delle dinamiche umane, il progetto artistico di Bonito si posiziona stabilmente al centro della produzione cinematografica nazionale contemporanea.
