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L’odissea dei pendolari: non sabotaggio, ma un furto di rame dietro il caos ferroviario

Caos ferroviario al Sud: non è stato un sabotaggio, ma un furto di rame a paralizzare la circolazione tra Calabria e Campania. Scopri come l'efficienza dei soccorsi ha salvato una famiglia in viaggio verso Roma

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 10/07/2026
Aggiornato il: 10/07/2026
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Quella che inizialmente era stata etichettata come un’azione di sabotaggio mirata a paralizzare il Paese si sta rivelando, sotto la lente degli inquirenti, il frutto di una criminale caccia al metallo prezioso. L’odissea vissuta ieri da migliaia di viaggiatori, rimasti bloccati lungo le direttrici del Sud Italia, ha trovato una spiegazione diversa da quella che in un primo momento aveva allarmato le autorità: dietro il blocco totale della circolazione ferroviaria non vi era un attacco eversivo, bensì un furto di rame, condotto con modalità che hanno devastato le infrastrutture tecnologiche.

Il caos è esploso nel cuore della notte, intorno all’una, quando la sicurezza ferroviaria è stata compromessa in punti nevralgici tra San Lucido e Longobardo, in Calabria, e lungo la linea Jonica tra Cutro e Isola di Capo Rizzuto. L’azione dei malviventi, che hanno agito nell’oscurità totale in zone sprovviste di sistemi di videosorveglianza, è stata chirurgica: tranciando i cavi per sottrarre il rame, hanno inevitabilmente reciso le fibre ottiche, mandando istantaneamente in tilt l’intero sistema di gestione del traffico e di sicurezza.

Una paralisi che ha isolato il Sud

Il risultato è stato un blackout infrastrutturale che ha lasciato la tratta tirrenica meridionale, tra Battipaglia e Paola, completamente isolata. Treni notturni bloccati nelle stazioni, convogli dell’alta velocità fermi e una mattinata di passione per migliaia di persone che, armate di smartphone, hanno assistito impotenti a un susseguirsi di cancellazioni. Il bilancio finale parla di diciotto treni, tra alta velocità e intercity, soppressi o limitati a Battipaglia, vera frontiera insuperabile per chi era diretto verso il Meridione.

Tra le tante storie di frustrazione, è emersa però una nota di speranza legata all’efficienza dei soccorsi. A Sapri, una famiglia che viaggiava sull’Intercity Notte con un neonato di appena un mese, diretto al Bambino Gesù di Roma per una visita medica urgente, rischiava di perdere l’appuntamento cruciale per la salute del piccolo. La mobilitazione è stata immediata: la Prefettura, la polizia ferroviaria e quella municipale hanno fatto fronte comune. Grazie all’intervento diretto del sindaco di Sapri, Antonio Gentile, è stato organizzato a spese del comune un trasporto dedicato che ha scortato la famiglia fino alla stazione di Salerno, permettendo loro di salire su un treno alta velocità diretto alla Capitale.

Le indagini della Procura

Mentre la circolazione riprendeva faticosamente dopo le nove del mattino e i tecnici di RFI terminavano i complessi interventi di ripristino, le indagini della Procura della Repubblica di Paola hanno virato con decisione. L’ipotesi di una matrice eversiva è stata accantonata in favore di quella di un furto di materiale prezioso, una pratica che purtroppo sta interessando diverse regioni italiane.

Gli investigatori, coadiuvati dalla polizia ferroviaria e dai carabinieri, sono convinti che la banda abbia pianificato il colpo con estrema competenza tecnica, consapevole dei punti fragili della rete. La priorità ora è risalire agli autori di questo gesto che, pur mosso da logiche di profitto illecito, ha causato un danno incalcolabile al diritto alla mobilità di migliaia di cittadini.

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