La costa del Cilento in questo finale d’estate 2026 continua a regalare giornate splendide, ma il caldo intenso spinge a cercare un’alternativa di totale relax. Bastano pochi chilometri verso l’interno per cambiare radicalmente scenario, scambiando le spiagge affollate con la frescura dei boschi, l’aria mite di montagna e i ritmi lenti della vita di paese. La meta ideale per questo rifugio è Rofrano, incantevole borgo incastonato tra le vette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Brevi cenni storici: le radici bizantine
Le origini di Rofrano sono intessute di spiritualità. Il borgo deve gran parte della sua identità ai monaci basiliani che si insediarono in queste valli tra il IX e il X secolo, cercando luoghi isolati di meditazione. Il nucleo storico si sviluppò proprio attorno al cenobio bizantino, poi divenne feudo e roccaforte medievale. Di quel passato rimangono la struttura urbana arroccata, antiche porte e una profonda devozione verso la cultura orientale.
Cosa vedere: tra centri storici e natura selvaggia
Il paese offre un’esperienza autentica, capace di coniugare il fascino della pietra con scenari naturali incontaminati.
- Centro storico e Porta Sant’Antuono: passeggiare per i vicoli del borgo permette di apprezzare l’architettura medievale, dove spicca la Porta Sant’Antuono, antica via d’accesso munita di torre di guardia.
- Chiesa di San Nicola di Mira: nel cuore del paese, la chiesa parrocchiale conserva un magnifico coro in noce intagliato del 1739 e dipinti di scuola napoletana.
- Forra dell’Emmisi: a breve distanza dall’abitato, il fiume Mingardo ha scavato un canyon roccioso spettacolare. Un’escursione tra pareti di roccia alte trenta metri e acque cristalline offre un refrigerio immediato (guarda il documentario di InfoCilento).
- Cascata dello Scanno del Fuoco e sentieri del Cervati: per chi ama il trekking, i sentieri tra i boschi di faggio e carpino regalano salti d’acqua e viste panoramiche verso le vette più alte della regione.
Feste, folklore e tradizioni culinarie
L’anima di Rofrano si esprime appieno nelle sue tradizioni rurali e religiose. Durante l’anno il borgo rinnova antichi riti legati alla devozione mariana e alla cultura contadina. L’appuntamento più atteso è a settembre con la Madonna di Grottaferrata (8 settembre). La cucina locale attinge alle produzioni tradizionali della montagna cilentana: salumi tipici, formaggi stagionati nei pozzi di pietra, castagne, fungo porcino e la pasta fatta in casa tirata al pettine. I piatti poveri dell’entroterra offrono sapori decisi che ben si abbinano ai vini locali.

Informazioni utili: come arrivare e dove parcheggiare
Organizzare una giornata o un fine settimana a Rofrano è semplice, sia che si provenga dalla costa che dall’entroterra.
Come arrivare:
- In auto (da nord o da sud): percorrendo l’autostrada A2 del Mediterraneo, l’uscita ideale è Buonabitacolo-Padula, proseguendo poi lungo la SS517 var fino all’innesto per la SP18 verso Rofrano. Chi arriva dalle località costiere come Palinuro o Marina di Camerota può risalire la provinciale attraversando la valle del Mingardo. Dall’alto Cilento si può giungere attraverso la Cilentana con uscita a Massicelle.
- In treno: la stazione ferroviaria di riferimento è Sapri, collegata a Rofrano tramite autolinee locali.
Dove parcheggiare:
Le aree di sosta sono situate lungo l’accesso principale del paese, in prossimità di Piazza Cammarano e nelle zone esterne al centro storico medievale. Trattandosi di un borgo con vie strette e prevalentemente pedonali, la soluzione migliore è lasciare l’auto negli stalli di sosta del corso principale per proseguire a piedi all’interno del centro.
