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Cilento invaso dai cinghiali: “Continua l’allarme, ma c’è chi rigetta le responsabilità”, la denuncia del Codacons

L’avvocato Lanzara: "Basta scaricabarile, la gente è esasperata"

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 18/08/2025
Aggiornato il: 18/08/2025
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Bartolomeo Lanzara

Strade invase, orti distrutti, interi raccolti persi. L’emergenza cinghiali nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è ormai fuori controllo e la popolazione è esasperata. A dirlo a gran voce è l’avvocato Bartolomeo Lanzara, rappresentante del Codacons, che accusa le istituzioni di rimbalzarsi il problema senza affrontarlo davvero.

La nota

La scintilla è scattata dopo una nota ufficiale del Parco: nel documento, indirizzato a sindaci, Regione Campania, ASL, Carabinieri Parco e Prefettura di Salerno, l’Ente ha precisato che «sulla base della normativa vigente, gli interventi per la tutela della pubblica incolumità e della sicurezza stradale sono di competenza della Regione Campania». E ha aggiunto di garantire «massima disponibilità in uno spirito di leale collaborazione», ma sempre nel rispetto dei ruoli previsti dalla legge.

Le richieste

«Non servono altri comunicati, serve un tavolo operativo. Non si può andare avanti con una gestione a colpi di scaricabarile. I cittadini sono stanchi di assistere passivamente a devastazioni, incidenti e soluzioni parziali che finiscono nel nulla. Agricoltori e famiglie pagano il prezzo più alto mentre Parco, Regione e Comuni si limitano a dire di chi è la competenza. Basta parole: serve subito un tavolo congiunto e un piano vero – dichiara l’avv. Bartolomeo Lanzara del Codacons – Serve un piano di azione condiviso e immediato. I campi sono distrutti, i cittadini temono per la loro sicurezza e gli agricoltori contano i danni ormai misurabili in milioni di euro. Parco, Regione e Comuni trovino subito una soluzione concreta. L’agricoltura è in ginocchio e i cittadini sono stufi di promesse mancate»

Il Codacons chiede ora l’attivazione di un tavolo urgente tra Parco, Regione, Comuni e forze dell’ordine, per concertare una strategia efficace: piani di contenimento, indennità, presidio territoriale e una vera campagna pubblica di prevenzione.

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