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Certosa di Padula: al via il gemello digitale per la sicurezza sismica

Un progetto di rilievo ad alta precisione trasforma la Certosa di Padula in un modello 3D georeferenziato per valutare la vulnerabilità sismica e tutelare il monumento

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 04/08/2026
Aggiornato il: 04/08/2026
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La Certosa di Padula avrà un gemello digitale per valutarne la vulnerabilità sismica. Nel complesso monumentale, patrimonio mondiale Unesco, è in corso un progetto di rilievo ad alta precisione che porterà alla realizzazione di un modello tridimensionale continuo e georeferenziato, destinato a costituire la base per le verifiche strutturali e la progettazione degli interventi di messa in sicurezza.

Tecnologie avanzate per il rilievo strutturale

Le attività riguardano il rilievo integrato dell’intero complesso attraverso sistemi Gnss, celerimensura di precisione, laser scanner mobile Slam, laser scanner statico ad alta definizione e fotogrammetria con drone. Ambienti monumentali, spazi, volumi e dettagli architettonici vengono acquisiti per restituire una rappresentazione digitale completa della Certosa, con un livello di precisione utile alle successive analisi tecniche.

Il modello tridimensionale consentirà di effettuare le indagini diagnostiche necessarie alla valutazione della vulnerabilità sismica e rappresenterà il riferimento tecnico per la pianificazione degli interventi di miglioramento strutturale. La documentazione digitale resterà inoltre uno strumento permanente a supporto delle attività di monitoraggio, conservazione e gestione del complesso monumentale.

Storia e valore del complesso monumentale

Fondata nel 1306 per iniziativa di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, la Certosa di San Lorenzo ha assunto nei secoli l’attuale configurazione attraverso una lunga successione di ampliamenti e trasformazioni architettoniche. Considerata tra le più grandi certose d’Europa e il maggiore complesso monastico dell’Italia meridionale, dal 1998 è inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco insieme al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e ai siti archeologici di Paestum e Velia.

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