Curiosità

Carnevale nel Cilento: ecco le antiche tradizioni contadine e i giochi legati a questa festa

Il Carnevale nel Cilento, è legato ad antiche tradizioni contadine e cattoliche un misto tra mitologia e religione

Emma Mutalipassi

19 Febbraio 2023

Cilento Carnevale e Quaresima

Il Carnevale nel Cilento, è legato ad antiche tradizioni contadine e cattoliche un misto tra mitologia e religione. Insieme a “La Cannelòra” e “la Quarajésema”, sono ricorrenze legate specificamente all’anno liturgico cattolico, che nella cultura contadina sono inserite nel ciclo dell’anno meteorologico.

InfoCilento - Canale 79

Un misto tra mitologia e religione

La prima, cade il ventunesimo giorno dopo l’inizio del Carnevale, cioè il 2 febbraio, mentre l’altra il giorno seguente il martedì grasso, quaranta giorni prima di Pasqua. E’ credenza popolare che se il giorno della Candelora è cattivo tempo, lo sarà anche per i quaranta giorni successivi, come viene cantato in queste strofette che divengono anche occasione per l’usuale ironia verso le vecchie e i preti: Quanno è `a Cannelòra O néveca o chiòve Chiòve o ména viénto Quaranta juorni re maletiémpo.

Le tradizioni del Carnevale, legate alla “figura” della Quaresima

La Quaresima, nella cultura popolare, viene personificata e, come maschera, fa parte del corteo carnevalesco. Essa è la vedova di Carnevale di cui piange la morte; è magrissima, acciaccata, vecchia, vestita di nero, regge con la destra il fuso e con la sinistra la cunócchia (rocca) in atto di filare della lana.

Essendo una maschera funebre, connessa alla morte dell’anno vecchio (Carnevale), potrebbe rappresentare il residuo del mito delle Parche della mitologia greca, delle quali conserva il filare, come simbolo dell’inesauribile crescere e scorrere della vita destinata alla morte, che segue sempre i capricci del Destino.

Resiste ancora in alcuni paesi la simpatica usanza di “fa’ la Quarajésema“, cioè di costruire una bambola di stoffa dalle sembianze di vecchia ed appenderla ad una finestra, subito dopo che si è sciolto il corteo di Carnevale.

Ha le stesse caratteristiche della maschera e in più le viene attaccata sul posteriore un’arancia, sulla quale infilzate sette penne di gallina, queste vengono poi tolte una per ogni venerdì e bruciate.

Infine il Venerdì Santo bruciata la Quarajésema con l’ultima penna e l’arancia. Tutti simboli legati alla vita, alla scansione del tempo con riferimenti mitologici  connessi con i simboli della Morte che sembra aver preso momentaneamente il sopravvento sulla Vita.

Ecco come la Quaresima è cantata in queste strofe, nelle quali emergono i caratteri che la fantasia popolare attribuisce alla maschera: Quarajésema cuossi-stòrta:

Ja girànno pe into l’òrta

Se jettào pe nu muro

E se ruppètte l’uósso ru culo

Quarajésema cuossi-stòrta

Ja arrubbànno menèstra a l’òrta

La `nguntrào Carnulevàro

E `a pigliào cu nu palo

Quarajésema cuossi-stòrta

A lu spitàle se ne jètte

E ncapo re quaranta juórni

Accussì dda’ fernètte.

Gli antichi giochi cilentani legati al Carnevale

Come i simboli delle maschere legate alle date delle feste della tradizione contadina anche i giochi della tradizione del Carnevale cilentano  erano strettamente legati ad essa: “U Strùmmulo”, la trottola di legno, praticato durante Natale e a Carnevale. Consisteva nel colpire la trottola avversaria senza che la propria smettesse di ruotare.

“U Casecavàddo”, il caciocavallo, praticato durante la Quaresima. Bisognava dividersi in due squadre e lanciare a turno un caciocavallo, vero o di legno, e poi si sommavano i vari lanci. I lanci venivano eseguiti su una strada in terra battuta e i caciocavalli reggevano l’impatto con il terreno;

spesso però, il caciocavallo si sbriciolava ed era diritto degli spettatori raccoglierne i pezzi e mangiarli. Per ovviare a questo inconveniente si costruirono dei caciocavalli di legno.

La meta era l’ultima casa del villaggio e il premio sarebbe stato lo stesso caciocavallo. Giochi ormai in disuso, con un carico valore simbolico e specchio della natura della tradizione cilentana.

Iscriviti al canale WhatsApp

Resta sempre aggiornato, iscriviti al canale WhatsApp di InfoCilento

Potrebbe interessarti anche

Da Salerno al Cilento, ritorno a Forum: Beatrice Dalia tra i nuovi giudici

Un legame con il Cilento e con Pollica dove la famiglia ha una casa, per la giudice è il "buen retiro"

Palinuro, 9 anni fa la tragedia nella Grotta della Scaletta: il ricordo dei tre sub

La tragedia si consumò il 19 agosto del 2016. A perdere la vita tre subacquei, Mauro Cammardella, Mauro Tancredi e Silvio Anzola

Sant’Angelo a Fasanella: “poeta misterioso” anima il centro storico con i versi di Franco Arminio

Le poesie parlano di appartenenza, paesaggi, silenzi e tradizioni, elementi che sembrano nati proprio per il contesto del borgo

Tradizioni e simboli del Ferragosto nel Cilento: dalle fiammelle d’olio alle celebrazioni religiose

Un viaggio tra i riti del Cilento, dove il Ferragosto si accende di fiammelle d’olio, falò notturni e devozione popolare, in un intreccio di sacro e tradizione contadina

Angela Bonora

15/08/2025

Comunità del Cilento e Diano in festa per la solennità di San Rocco

San Rocco: il pellegrino che sfidò la peste e conquistò la devozione del mondo

Concepita Sica

15/08/2025

Capaccio Paestum, in festa per la Madonna del Granato

Le numerose parrocchie dedicate alla Vergine Assunta testimoniano l’ampia accoglienza di questa dottrina ben prima della sua definizione ufficiale

Concepita Sica

15/08/2025

Agropoli, 11 Agosto 1980: una tragica rapina nel cuore della città

Durante la festa della Madonna Delle Grazie uno sparatoria provocò due vittime

Luisa Monaco

12/08/2025

L’11 agosto Agropoli si prepara a celebrare la Madonna delle Grazie: una tradizione secolare

Un momento molto sentito dalla comunità agropolese particolarmente devota alla Vergine Maria

Angela Bonora

10/08/2025

Notte di San Lorenzo: il cielo si accende di colori e desideri

E' la notte più magica dell'anno, ecco dove osservare le stelle cadenti nel Cilento, Diano e Alburni

Torna alla home