Si interrompe dopo soli quindici mesi l’esperienza amministrativa della giunta guidata dal sindaco Gaetano Paolino a Capaccio Paestum. La sfiducia ufficiale è giunta attraverso un atto notarile formalizzato dinanzi al notaio Luigia La Greca di Agropoli, firmato da nove consiglieri comunali: Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati, Eustachio Voza, Adele Renna e Simona Corradino. Con il successivo deposito del documento al protocollo dell’Ente civico, la consiliatura si chiude in anticipo, aprendo una fase di instabilità che porterà l’amministrazione cittadina verso il commissariamento e le successive consultazioni elettorali.
Le ragioni della crisi politica e le accuse sulla gestione del territorio
La decisione di mettere fine al mandato del primo cittadino è maturata al culmine di una lunga serie di tensioni interne tra la maggioranza consiliare e l’esecutivo. Decisivo si è rivelato il passaggio effettuato dal consigliere Adele Renna, che ha spiegato pubblicamente i motivi del proprio strappo istituzionale. Al centro delle contestazioni figurano la condotta della macchina comunale, affidata a una giunta tecnica considerata distante dalla comunità locale, l’assenza di programmazione economica e turistica, oltre a scelte amministrative discusse sul fronte urbanistico e nella gestione delle società partecipate.
Un punto particolarmente critico ha riguardato il Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvato e revocato nel giro di quarantiquattro giorni, un provvedimento che ha sollevato forti perplessità tra cittadini, professionisti del settore e operatori economici. A ciò si aggiungono la riorganizzazione dell’Azienda Speciale Paistom in S.r.l., la cattiva comunicazione, la mancanza di presidio durante le sedute dell’assise cittadina, fino alla diserzione dell’ultimo Consiglio Comunale da parte del sindaco, dei cinque assessori e di sette consiglieri.
La dichiarazione del consigliere Adele Renna
A margine della sottoscrizione dell’atto, il consigliere Adele Renna ha rilasciato un’articolata dichiarazione per spiegare i passaggi che hanno condotto alla rottura definitiva. Il suo voto è stato determinante per la sfiducia:
“Poco più di un anno fa, i cittadini di Capaccio Paestum hanno scelto l’avvocato Gaetano Paolino come sindaco, riservando a me l’onore di affidarmi un seggio in Consiglio Comunale. Oggi, dopo un lungo periodo di riflessione e vani tentativi di dialogo con il resto dell’amministrazione, ho dovuto sottoscrivere davanti al notaio un atto che rappresenta una scelta sofferta ma necessaria, compiuta nell’esclusivo interesse della nostra comunità.
Questa decisione è maturata dopo quattordici mesi di costante impegno, durante i quali ho auspicato che l’amministrazione affrontasse con competenza e determinazione le principali criticità del territorio. Purtroppo, a mio giudizio, tali aspettative sono rimaste disattese. Una gestione eccessivamente accentratrice della macchina comunale ha prodotto un progressivo ed evidente distacco dalla realtà. La cosiddetta “giunta tecnica”, del tutto avulsa dal nostro tessuto sociale, ha creato una distanza incolmabile tra l’istituzione, i cittadini ed il mondo produttivo. E, come spesso accade, mentre i tecnici studiavano, Capaccio Paestum è appassita.
Non si ricorda, a memoria d’uomo, una stagione estiva così fallimentare. Iniziative tardive e improvvisate, assenza di programmazione, spettacoli inesistenti e scelte miopi – unite alla totale mancanza di coordinamento con il Parco Archeologico, la Provincia e tutti gli altri Enti che operano sul territorio – in pochi mesi hanno letteralmente “spento” il turismo.
La trasformazione dell’Azienda Speciale Paistom in “S.r.l.” ha generato apprensione e perplessità tra i lavoratori, cui nessuno si è preoccupato di fornire spiegazioni e rassicurazioni. Anzi… Altrettanto emblematica è la vicenda del Piano Urbanistico Comunale, adottato e successivamente revocato dalla stessa giunta solo quarantaquattro giorni dopo, con conseguenze che hanno generato incertezza, penalizzando cittadini, professionisti ed imprenditori. Un Ufficio di Piano nominato dal sindaco, senza alcuna consultazione con i suoi consiglieri; un piano mostrato in visione a tutti i consiglieri – di maggioranza ed opposizione – solo poche ore prima della sua adozione; un’adozione avvenuta, come il sindaco stesso ha dichiarato, senza nemmeno averlo voluto guardare. E la misera revoca della delibera di adozione, con il patetico, ennesimo, tentativo di scaricare le responsabilità su altri, che il sindaco stesso però aveva nominato.
Il sindaco era sicuramente impegnato in faccende più importanti, ma gli assessori che lo avrebbero dovuto aiutare e sostenere dov’erano? Questo esempio emblematico è il risultato della scarsa conoscenza delle complesse dinamiche che si intrecciano in un paese difficile come il nostro, della totale assenza sul campo e, soprattutto, della mancanza di amore per la nostra cittadina da parte degli assessori, i quali si sono rivelati incapaci di costruire quel rapporto quotidiano con il territorio indispensabile per comprenderne ed affrontare concretamente i bisogni e le necessità.
Volutamente non è stato creato un rapporto di fiducia e di collaborazione tra gli uffici e l’amministrazione, che ha condotto a ritardi, ripensamenti, errori, che si sono tradotti nella sostanziale ingovernabilità del territorio. Infine, la diserzione del sindaco, dei cinque assessori e di sette consiglieri che si è consumata durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale mi ha convinta che ogni rapporto politico ed institutional fosse ormai definitivamente venuto meno.
Ho preso questa decisione in piena autonomia e coscienza, lontana da qualsiasi interesse personale. Ho atteso a lungo segnali di cambiamento. Ho atteso a lungo aperture al dialogo. Ho atteso a lungo una telefonata, probabilmente sarebbe bastata. Ho atteso invano, fino a capire che Capaccio Paestum non poteva più aspettare.
La nostra cittadina merita un’amministrazione autorevole, presente e capace di programmare il futuro. Un’amministrazione che deve essere anche solida, compatta e soprattutto determinata. Tutto ciò in questi mesi è mancato. Ringrazio chi mi ha sostenuto, in primis i cittadini con cui si è sviluppato un dialogo costruito sulla fiducia e sull’ascolto reciproco, e tutti i dipendenti e gli operai del Comune di Capaccio, che si sono sempre resi disponibili ad impegnarsi sulle questioni che ho avuto la possibilità di poter affrontare.”
