Terremoto politico a Capaccio Paestum, dove la fine anticipata dell’amministrazione guidata dall’ormai ex sindaco Gaetano Paolino ha riaperto un duro scontro tra i partiti. La crisi si è formalizzata con la firma contestuale delle dimissioni da parte di nove consiglieri comunali davanti a un notaio, un atto che ha decretato la decadenza della consiliatura a pochi mesi dall’avvio dell’esecutivo. La vicenda ha richiamato l’attenzione delle forze politiche locali, con reazioni ufficiali che mettono in discussione le modalità e le tempistiche del provvedimento.
Il posizionamento e la nota di Fratelli d’Italia
Sui recenti sviluppi sono intervenuti i vertici territoriali della destra tramite una nota congiunta. I rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno chiarito la posizione tenuta dal partito durante il mandato, evidenziando il proprio apporto a determinate misure amministrative pur senza aver fatto parte della coalizione originaria.
“Fratelli d’Italia non ha sostenuto il sindaco Gaetano Paolino alle elezioni comunali, ma nel corso della consiliatura, quando una parte della sua maggioranza lo ha improvvisamente abbandonato presentando una mozione di sfiducia nel dicembre 2025, ad appena sette mesi dalle elezioni, ha scelto, con senso di responsabilità, di sostenere quei provvedimenti e quelle scelte ritenute utili per Capaccio Paestum, anteponendo sempre l’interesse della città alle appartenenze e alle convenienze politiche”.
Questa la precisazione diffusa dal commissario provinciale di Fratelli d’Italia, l’onorevole Imma Vietri, e dal commissario cittadino Claudio Pignataro.
Interrogativi sulla fine anticipata della consiliatura
La nota del partito si concentra poi sulle responsabilità dell’interruzione amministrativa, chiamando in causa le componenti della maggioranza uscente e la dirigenza del centrosinistra a livello provinciale. L’attenzione viene posta in particolare sulla condizione dell’ente locale e sui possibili scenari futuri.
“Quanto accaduto l’altro ieri, con nove consiglieri comunali, in prevalenza riconducibili all’area del Partito Democratico, che hanno determinato con un atto dal notaio la fine anticipata dell’amministrazione, merita però una riflessione che va ben oltre le normali dinamiche politiche. È una lettura molto meno semplice di quella che può sembrare. È evidente che bisogna interrogarsi sulle ragioni politiche che hanno portato a questa situazione. Ma c’è un elemento che non può essere ignorato: stiamo parlando di un Comune sottoposto a monitoraggio prefettizio e, dunque, di una realtà sulla quale è già alta l’attenzione delle istituzioni competenti. Proprio per questo, la scelta di interrompere anticipatamente la consiliatura con queste modalità solleva interrogativi che non possono essere liquidati come una semplice resa dei conti interna. È legittimo domandarsi perché chi ha voluto e sostenuto la candidatura a sindaco di Paolino abbia voluto far cadere l’amministrazione proprio adesso. Ed èaltrettanto legittimo chiedersi quale ruolo abbiano avuto in questa decisione i vertici del centrosinistra provinciale. Sono interrogativi che, alla luce della particolare situazione del Comune, meritano attenzione e sui quali auspichiamo che anche le istituzioni competenti facciano le opportune valutazioni. Fratelli d’Italia continuerà a stare dalla parte di Capaccio Paestum, con serietà e responsabilità, mettendo la tutela della città, la trasparenza e il rispetto delle istituzioni prima di ogni interesse di parte”, concludono Vietri e Pignataro.
