Promuovere un paradigma innovativo di presa in carico dei soggetti con Disturbo dello Spettro Autistico, abbattendo le barriere dell’isolamento e trasferendo l’asse dell’intervento riabilitativo dalle strutture residenziali di lungodegenza direttamente ai contesti di vita quotidiana e comunitaria. È questo il cuore metodologico e scientifico sancito dalle recenti linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) relative alla Community-Based Rehabilitation (CBR), la cui prima concreta applicazione sul territorio campano è stata avviata ad Agropoli.
L’iniziativa “Agropoli è anche mia”: le istituzioni incontrano i pazienti
Nell’ambito di questo nuovo approccio ha preso il via l’iniziativa intitolata “Agropoli è anche mia”, nata dalla stretta sinergia istituzionale tra la U.O.C. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UOCNPIA) dell’ASL Salerno, diretta dal dottor Salvatore Iannuzzi, e l’Amministrazione comunale di Agropoli, guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi. Nel corso dell’incontro svoltosi presso la sede municipale, una delegazione di bambini e giovani pazienti, dai 7 anni in su, seguiti presso il Centro Autismo dell’Ospedale di Agropoli, accompagnati da medici, terapisti e dagli agenti del Corpo di Polizia Municipale, ha fatto ingresso nell’Aula Consiliare “A. Di Filippo”.
Il ruolo dell’Aula Consiliare come spazio inclusivo e terapeutico
Per la prima volta, i bambini hanno occupato i banchi del Consiglio Comunale, ponendo domande dirette al primo cittadino e confrontandosi attivamente sulle dinamiche della vita cittadina e sull’accessibilità degli spazi urbani. L’esperienza clinico-sociale ha mirato a trasformare un contesto istituzionale in uno spazio inclusivo e accogliente. Il contatto diretto con le istituzioni locali favorisce nei giovani pazienti il rafforzamento dell’autostima, lo sviluppo del senso di autoefficacia, l’incremento delle competenze relazionali e la motivazione alla partecipazione sociale, riducendo significativamente i fattori di rischio legati alla stigmatizzazione e all’isolamento. L’iniziativa “Agropoli è anche mia” si inserisce all’interno di un percorso continuativo di sensibilizzazione della cittadinanza e di integrazione socio-sanitaria, confermando l’Ospedale di Agropoli e l’ASL Salerno quali punti di riferimento nell’applicazione delle direttive internazionali per la salute mentale infantile e giovanile.
Le dichiarazioni del sindaco Roberto Mutalipassi e del dottor Salvatore Iannuzzi
Il sindaco Roberto Mutalipassi ha dichiarato: «Accogliere i bambini nella Casa Comunale significa affermare il loro ruolo di cittadini a pieno titolo, inaugurando un’iniziativa che andrà avanti nel tempo. Le istituzioni hanno il dovere di creare comunità inclusive che valorizzino le differenze e stiano vicine alle famiglie, condividendo ogni giorno l’impegno per una vera cultura dell’inclusione».
Il direttore della U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile, dottor Salvatore Iannuzzi, ha aggiunto: «La straordinaria attenzione con cui i bambini hanno seguito l’incontro per oltre un’ora testimonia l’efficacia del lavoro quotidiano del nostro centro. La riabilitazione odierna va ben oltre la dimensione puramente terapeutica, puntando alla piena integrazione dei più piccoli nei contesti di vita reale».
