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Alburni

Aree interne, Palmieri ai Vescovi: “Stop campanilismi, servono fusioni e amministrazioni condivise”

Il sindaco di Roscigno Pino Palmieri: “L’appello dei Vescovi è un buon suono, ma servono azioni che facciano vibrare davvero i territori”

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 31/08/2025
Aggiornato il: 31/08/2025
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Pino Palmieri

Il tema delle Aree Interne è oggi al centro di un dibattito cruciale per il futuro del Paese. Spopolamento, riduzione dei servizi, invecchiamento della popolazione e crescente frammentazione sociale stanno minacciando la sopravvivenza stessa di molti piccoli comuni. Ad intervenire è il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, che ha indirizzato una lettera ai Vescovi dopo l’incontro cruciale sulle Aree Interne che si è tenuto a Benevento.

La lettera

“Egregi Vescovi e Pastori, abbiamo letto con attenzione la Vostra lettera e condividiamo l’urgenza di una nuova visione per le Aree Interne. La situazione di spopolamento, riduzione dei servizi e frammentazione sociale richiede interventi concreti e strutturali. Va tuttavia osservato che, negli anni, la gestione di queste aree è rimasta spesso legata a logiche campanilistiche: Comuni isolati hanno agito prevalentemente per interessi locali, senza costruire strategie condivise e reti di collaborazione.

Questo approccio frammentato ha limitato l’efficacia delle iniziative e contribuito a consolidare ritardi e disuguaglianze. Un modello concreto da cui trarre ispirazione viene dalla stessa realtà ecclesiale: in molte diocesi, per rispondere alla scarsità di risorse umane e alla diminuzione della popolazione, un unico parroco è assegnato a più Comuni, garantendo così continuità pastorale ed efficienza organizzativa.

I possibili scenari

Perché non adottare un approccio analogo anche per la gestione civile, non avere un sindaco per ciascun piccolo Comune, ma un sindaco condiviso per più territori, soprattutto laddove gli abitanti siano molto pochi? Questa soluzione potrebbe consentire una governance più efficace, servizi migliori e un utilizzo più razionale delle risorse pubbliche. Riteniamo quindi necessario cambiare lo strumento di governo delle Aree Interne, promuovendo fusioni o amministrazioni condivise, garantendo coordinamento e progettualità comune, senza disperdere energie preziose in Comuni troppo piccoli per sostenere autonomamente servizi e sviluppo.

Accogliamo con favore la proposta di valorizzare le identità locali, la cultura e le buone pratiche, ma sottolineiamo che la rigenerazione delle Aree Interne non potrà prescindere da una ridefinizione strutturale dei livelli di governo locale, seguendo logiche di efficienza e responsabilità collettiva. RingraziandoVi per le preziose riflessioni, restiamo disponibili a un dialogo costruttivo volto a individuare soluzioni concrete e condivise per il futuro delle Aree Interne del Paese.

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