L’avanzamento dei lavori per il Lotto 1B Romagnano–Buonabitacolo della linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria riaccende il dibattito sulle infrastrutture e sul futuro della mobilità nelle aree interne della Campania. Al centro dell’attenzione c’è la futura stazione AV nel Vallo di Diano, proposta non come una semplice fermata di passaggio, ma come uno snodo strategico capace di integrarsi con la rete ferroviaria storica locale per potenziare l’accessibilità dell’intero territorio regionale.
L’appello al Commissario Isi per l’integrazione con la linea storica
Sulla localizzazione dell’infrastruttura e sul suo impatto per la comunità locale è intervenuto direttamente il consigliere regionale Giovanni Maria Cuofano (Gruppo Fico Presidente), che ha formalizzato una richiesta al Commissario straordinario per l’opera, l’ingegnere Aldo Isi.
L’obiettivo è valutare un approfondimento tecnico prima che la fase progettuale venga definitivamente chiusa.
“La realizzazione del Lotto 1B Romagnano–Buonabitacolo della linea Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria rappresenta un’opportunità strategica per il Vallo di Diano e per le aree interne della Campania. È importante che la futura stazione AV venga pensata non soltanto come punto di accesso alla nuova infrastruttura, ma come un nodo di mobilità al servizio dell’intero territorio. Per questo ho chiesto al Commissario straordinario, ingegnere Aldo Isi, di valutare l’opportunità di un approfondimento sulla localizzazione della stazione e sulle possibili forme di integrazione con la linea ferroviaria Sicignano–Lagonegro”.
Salvaguardare le interconnessioni e i collegamenti con gli hub campani
La priorità evidenziata riguarda la necessità di non precludere future sinergie tra l’Alta Velocità e la tratta Sicignano–Lagonegro, per la quale esistono già studi volti al ripristino dell’esercizio commerciale. Una visione integrata consentirebbe di ottimizzare le direttrici verso Salerno, Napoli e il nuovo Aeroporto di Salerno–Costa d’Amalfi, riducendo i tempi di percorrenza e facilitando i flussi turistici e pendolari.
“Prima che le scelte progettuali diventino definitive, è fondamentale verificare se esistano le condizioni tecniche per preservare possibili interconnessioni tra la nuova linea AV e la ferrovia storica, anche alla luce degli studi già realizzati sulla sua eventuale riattivazione. Non si tratta di mettere in discussione il progetto, ma di evitare che le decisioni di oggi possano precludere opportunità importanti per il futuro. Una maggiore integrazione ferroviaria potrebbe contribuire a migliorare i collegamenti con Salerno, l’Aeroporto di Salerno–Costa d’Amalfi e Napoli, rafforzando l’accessibilità del Vallo di Diano e dei territori limitrofi”.
Un’opera strategica per contrastare l’isolamento e lo spopolamento
Il potenziamento dei trasporti nelle zone interne della Campania si inserisce in un quadro socio-economico più ampio, volto a creare servizi essenziali per lavoratori, studenti e residenti, arginando il fenomeno dello spopolamento. L’integrazione tra l’infrastruttura ad alta velocità e la rete territoriale si candida così a diventare una leva fondamentale per il rilancio economico del Vallo di Diano.
“Le aree interne hanno bisogno di infrastrutture capaci di generare opportunità concrete per cittadini, studenti e lavoratori, contrastando l’isolamento e lo spopolamento. Per questo ritengo necessario promuovere un confronto tra Regione, enti locali e soggetti tecnici competenti, affinché siano approfondite tutte le soluzioni utili a integrare la nuova infrastruttura con il sistema ferroviario territoriale. L’Alta Velocità può rappresentare una svolta per questi territori, ma è importante guardare anche alle prospettive di lungo periodo. L’obiettivo deve essere quello di realizzare un’opera capace di collegare il Vallo di Diano alla rete nazionale senza rinunciare alle opportunità offerte dalla valorizzazione della Sicignano–Lagonegro”, conclude Cuofano.
