Doveva essere una prima edizione. È diventata, soprattutto, un punto di partenza.
La prima edizione di AI FATTI – Il futuro è ora, andata in scena venerdì 2 ottobre 2026 alla Sala Congressi San Luca di Battipaglia, si chiude con oltre cento presenze tra imprese, professionisti, consulenti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, ma soprattutto con la sensazione condivisa che quanto accaduto nelle quattro ore dell’evento abbia superato il perimetro di un semplice appuntamento dedicato all’intelligenza artificiale.
Una sala partecipe, interventi capaci di trasformarsi continuamente in confronto e un pubblico estremamente eterogeneo per età, formazione ed esperienza.
Sul palco si sono alternate competenze provenienti dal mondo dell’impresa, della tecnologia, della consulenza, della comunicazione e delle professioni. Ma alcuni dei momenti più significativi sono arrivati proprio quando il confine tra palco e platea è scomparso. Ed è forse questa una delle immagini che meglio racconta AI FATTI: quando l’intelligenza artificiale diventa un pretesto per far incontrare le persone.
L’obiettivo dichiarato era portare l’intelligenza artificiale fuori dalla teoria e dentro la vita reale delle aziende. È successo qualcosa in più.
AI FATTI ha messo nella stessa sala impresa e professioni, tecnologia e istituzioni, esperienza e nuove generazioni, territori e competenze differenti. Un incontro costruito attorno all’AI che, progressivamente, è diventato un confronto sul cambiamento, sulla capacità delle imprese di evolversi e sul valore delle relazioni umane che restano alla base di qualsiasi innovazione.
Il claim scelto nelle settimane precedenti all’appuntamento – “Unire province. Connettere competenze. Creare valore.” – ha trovato così una sua rappresentazione concreta.
Battipaglia e Salerno hanno incontrato Benevento, Verona e competenze provenienti da altre realtà. Aziende e professionisti che, probabilmente, non si sarebbero mai trovati allo stesso tavolo hanno iniziato a parlarsi.
E l’intelligenza artificiale è diventata il terreno comune sul quale farlo.
AI FATTI nasce da un’intuizione trasformata progressivamente in un progetto condiviso da Salvatore Monetti e Francesco Piccolo, insieme a Diego Fiore e alle realtà che hanno scelto di sposarne fin dall’inizio visione e obiettivi.
Fondamentale è stato il contributo dei partner e delle aziende del territorio che non si sono limitati ad affiancare il proprio nome all’iniziativa, ma ne sono diventati parte attiva.
Sul palco, insieme agli organizzatori, si sono alternate professionalità e competenze differenti: Mario Ferraro, Domenico Volpe, Nicola Cuoco, Francesco Enzo Alloro, Massimo Carmando, Danilo Salvatore e gli altri protagonisti delle realtà partner, in un confronto accompagnato dalla moderazione di Simone La Vecchia. In un evento patrocinato anche da Consorzio Asi, Comune di Battipaglia, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno, Lions.
Ad aprire istituzionalmente l’appuntamento è stato Antonio Visconti, presidente del Consorzio Asi, a testimonianza di un dialogo che ha coinvolto anche istituzioni, rappresentanze e organizzazioni professionali.
Una rete alla quale si è aggiunto il contributo dei media partner e di quanti, nelle settimane precedenti, hanno raccontato e accompagnato il progetto. Perché il risultato della prima edizione è stato prima di tutto un successo di squadra e di unione d’intenti.
A raccontare il significato della giornata è Salvatore Monetti, tra gli ideatori di AI FATTI: «Quando abbiamo iniziato a immaginare AI FATTI avevamo un’ambizione molto semplice e, forse, proprio per questo molto difficile: mettere nella stessa stanza persone che normalmente appartengono a mondi diversi e farle parlare del futuro attraverso cose concrete. Vedere oltre cento persone, vedere imprenditori con una vita di esperienza emozionarsi davanti a qualcosa di nuovo, vedere professionisti, istituzioni, aziende e generazioni differenti confrontarsi senza barriere, per me vale più di qualsiasi numero. Questa è stata soltanto la prima edizione. Adesso abbiamo una responsabilità bellissima: non lasciare che quello che è nato ieri finisca oggi».
Sulla stessa linea Francesco Piccolo, che sottolinea soprattutto il valore umano e territoriale emerso durante la giornata: «La soddisfazione più grande è stata vedere persone con storie, età, professioni ed esperienze diverse ascoltarsi, confrontarsi, fare domande. Quando un imprenditore che ha attraversato decenni di cambiamenti riesce ancora a stupirsi, capisci che è successo qualcosa che va oltre la riuscita di un evento. AI FATTI ha dimostrato che creare connessioni vere è ancora possibile e che il nostro territorio ha energie, competenze e persone capaci di costruire qualcosa di importante quando decide di fare rete».
Il successo della prima edizione apre infatti una fase nuova per AI FATTI.
L’obiettivo non è semplicemente replicare l’appuntamento, ma costruire un percorso continuativo, capace di approfondire singoli settori attraverso appuntamenti verticali e di mettere progressivamente in connessione nuove imprese, professionisti, competenze e territori.
Un format nato a Battipaglia che vuole continuare ad avere radici forti nel territorio, senza necessariamente avere confini altrettanto rigidi. Nuovi settori. Nuove competenze. Nuovi luoghi.
Il 2 ottobre ha dimostrato che esiste una comunità interessata non semplicemente a “parlare di AI”, ma a capire come governare il cambiamento che questa tecnologia sta già producendo.
Adesso quella comunità ha anche un nome: AI FATTI.
E se la prima edizione doveva servire a capire se quell’intuizione potesse funzionare, la risposta è arrivata dalla sala. Quello di Battipaglia non è stato il punto di arrivo di un evento. È stata la prima pagina di una storia appena cominciata.
