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Attualità

Agropoli in festa per la Madonna del Carmine

Agropoli celebra la Madonna del Carmine: storia, devozione secolare e il leggendario prodigio del 1834. Ecco il racconto di una giornata tra fede e identità collettiva.

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 17/07/2026
Aggiornato il: 17/07/2026
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Fede, storia e una devozione profonda che attraversa i secoli. Agropoli ha celebrato ieri, 16 luglio, la festività della Madonna del Carmine. Una ricorrenza che unisce l’intera comunità in un abbraccio di spiritualità e folklore, richiamando centinaia di fedeli attorno a una delle tradizioni più sentite del territorio.

Le radici della tradizione: da Torchiara ad Agropoli

Un legame, quello con la Vergine, che affonda le radici nel 1700, quando la famiglia De Conciliis custodiva la statua in una cappella a Torchiara. Con il tempo, la crescente devozione dei coloni rese insufficiente quel piccolo spazio. Da qui la decisione, tra il 1833 e il 1834, di trasferire l’immagine sacra in un luogo più ampio. Un viaggio non privo di tensioni, salutato però dalle lacrime commosse di chi dovette congedarsi dalla “Madonna campagnola”.

Il prodigio che scelse la nuova dimora

È proprio sul confine che la storia si tinge di prodigio. La tradizione narra, infatti, che giunti nel punto in cui sorge l’odierna chiesa, i portatori non riuscirono più a sollevare la statua, divenuta improvvisamente pesantissima. Un segno inequivocabile: la Madonna aveva scelto Agropoli come sua dimora.

Una comunità in cammino con il nuovo parroco

Ieri, quel patto secolare si è rinnovato con la solenne processione tra le strade della frazione. Un’edizione particolarmente significativa, che ha segnato anche la prima solennità vissuta sul campo da don Aniello Panzariello, che dall’autunno scorso ha assunto la guida della parrocchia della Madonna del Carmine, guidando i fedeli in questo cammino di fede condiviso. Tra preghiere, canti tradizionali e un forte senso di identità collettiva, Agropoli riafferma così la sua promessa d’amore alla sua protettrice campagnola.

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