Svolta nella vicenda giudiziaria che nei giorni scorsi aveva portato all’arresto di un 23enne di Agropoli, fermato dai Carabinieri della locale Compagnia nell’ambito di un’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Saponiero ha rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare avanzata dal Pubblico Ministero, disponendone la revoca nei confronti del giovane.
Le motivazioni del GIP e la documentazione della difesa
Determinante si è rivelata l’attività svolta dall’avvocato difensore, Jacopo Cassese, che nel corso dell’udienza ha sostenuto una tesi supportata da precisi riscontri documentali, fornendo al magistrato elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti. Tra questi, la documentazione attestante la lecita provenienza della somma di 3.750 euro rinvenuta nella disponibilità del ragazzo al momento dei controlli. Alla luce delle evidenze, il giudice ha disposto anche la restituzione dell’intera somma di denaro, precedentemente sottoposta a sequestro preventivo.
Il blitz dei Carabinieri ad Agropoli e il quadro accusatorio
Il 23enne era stato arrestato lo scorso 22 agosto. Nel corso delle perquisizioni, i militari dell’Arma avevano rinvenuto — secondo quanto contestato nell’ipotesi accusatoria — circa 285 grammi di marijuana, cinque piante della stessa specie, materiale ritenuto idoneo al confezionamento delle dosi e i 3.750 euro in contanti.
Le verifiche si erano poi estese all’abitazione del giovane, dove i Carabinieri avevano individuato due serre domestiche utilizzate, secondo gli investigatori, per la coltivazione e l’essiccazione delle piante. Da qui la richiesta di convalida dell’arresto e di applicazione della misura cautelare formulata dalla Procura della Repubblica.
In sede di udienza, tuttavia, la difesa guidata dall’avvocato Cassese ha contestato la solidità del quadro indiziario, dimostrando l’origine lecita dei contanti. Il 23enne resta attualmente indagato nel procedimento penale, che proseguirà nei successivi gradi di giudizio per l’accertamento definitivo delle responsabilità.
