Oltre due anni di attesa e nessun pagamento degli assegni di cura. È la denuncia che arriva dalle famiglie del Piano di Zona S8, che comprende i comuni che vanno da Vallo della Lucania ad Agropoli, attraverso la voce di Michele Lucia, referente dei genitori e caregiver che vivono la stessa condizione.
Le attese
L’ultimo contributo, spiegano i beneficiari, risale ad aprile 2023. Da allora, per 27 mesi consecutivi, le famiglie hanno dovuto sostenere autonomamente le spese per l’assistenza di persone con gravi disabilità, anticipando risorse che sarebbero dovute arrivare dalla Regione Campania.
L’assegno di cura, misura pensata per favorire la permanenza dei non autosufficienti nel proprio contesto familiare, varia tra i 600 e i 1.200 euro mensili. Una sospensione così lunga ha generato un credito che, secondo le stime, va da 16.200 euro fino a 35.000 euro per nucleo familiare.
“Non possiamo più far fronte a queste spese molte famiglie hanno un solo reddito e c’è chi ha dovuto rinunciare al lavoro per assistere i propri cari”, spiega Lucia.
Una criticità diffusa
Un ritardo, questo, che da quanto si apprende interessa tutta la Regione Campania, nonostante il Ministero per la Disabilità, abbia stanziato nel 2023, 480 milioni di euro per l’assegno di cura in tutta Italia. “Confrontandoci con le altre regioni, nonostante i ritardi, i contributi sono stati corrisposti. È inaccettabile. Abbiamo chiesto risposte anche ai nostri Enti locali, ma sono sempre state vane”, chiosa Lucia.
Nei prossimi giorni è previsto un incontro con i rappresentanti della Regione Campania per chiedere chiarimenti. Nel frattempo resta alta la tensione tra le famiglie coinvolte, che chiedono l’immediata erogazione delle somme arretrate. “Abbiamo aspettato abbastanza, vogliamo venga riconosciuto un nostro diritto”.