Grotta del Poggio a Camerota: dopo 50 anni riprendono gli scavi

Al via ricerche da parte dell'Università di Bologna e di quella di Siena

Dopo circa 50 anni riprendono le attività di scavo presso la Grotta del Poggio. Le Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali, e di Siena, Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – UR Preistoria e Antropologia, hanno ricominciato le attività a Camerota, dopo più di 50 anni di abbandono.

Grotta del Poggio, le attività di scavo

La Grotta del Poggio è un sito preistorico di grande rilievo per la sua potente serie stratigrafica relativa al Paleolitico medio (Uomo di Neandertal). Le ricerche si svolgono di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e sono condotte in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Camerota.

Le ricerche

A scoprire la grotta nel 1954 il professore Pietro Parenzan, dell’Università di Napoli. Nel 1964 la Soprintendenza di Salerno incaricò il prof. Palma di Cesnola dell’Università di Siena di condurvi le prime indagini sistematiche. Tra il 1965 e il 1967 vennero effettuati sondaggi nel deposito archeologico contenuto nella cavità. Qui gli archeologi hanno identificato 14 strati, ai quali fu attribuita, su basi geologiche e culturali, un’ età compresa tra 190 e 130 mila anni fa.

Il Poggio contiene dati unici ai fini della ricostruzione del popolamento antico dell’Italia meridionale. Per questo motivo le indagini nel sito rivestono interesse internazionale. A finanziarle un progetto ERC advanced dal titolo “Our first steps to Europe: Pleistocene Homo sapiens dispersals, adaptations and interactions in South-East Europe”. A gestirlo dall’Università di Tubingen (Principal Investigator prof. Katerina Harvati).

Il progetto Firststep punta i riflettori sul primo popolamento dell’Europa da parte di Homo sapiens e sui suoi rapporti con le popolazioni autoctone (i Neandertal).

Tra gli scopi delle nuove ricerche quello di acquisire informazioni biostratigrafiche, cronologiche e comportamentali provenienti da moderni sistemi di indagine stratigrafica e da analisi effettuate con tecnologie all’avanguardia.

Il commento

«Per quel che concerne la valorizzazione, il fine principale del progetto è quello di inserire attivamente la Grotta del Poggio (come già avvenuto per la Grotta della Cala) all’interno dell’offerta turistica del territorio, dando vita ad un percorso virtuoso in cui i risultati della ricerca scientifica possano essere assorbiti e divulgati in tempo reale». Così  l’assessore alla Cultura e al Turismo Teresa Esposito.

«E’ un’opportunità straordinaria per il nostro territorio – ha aggiunto il sindaco di Camerota Mario Salvatore Scarpitta -. La ripresa degli scavi certifica l’importanza del lavoro di questa amministrazione che va sempre di più nella valorizzazione e protezione dei beni del nostro territorio. Ringrazio l’assessore Esposito che sin dall’inizio si è prodigata affinchè ciò avvenisse insieme agli organi preposti».

«Ci auguriamo – chiosa Scarpitta – che con l’avvio di questi nuovi scavi, arrivino importanti e ulteriori scoperte».

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