Breve storia della dentiera dal 1700 a oggi

La protesi dentale mobile, che tutti conosciamo con il nome comune di dentiera, in realtà non è una novità degli ultimi anni, ma possiede una storia veramente molto antica. Pare che i primi reperti di protesi dentale risalgano addirittura al 2500 a.C., e molto probabilmente erano costituiti con denti di lupo.

Successivamente, nel corso dei secoli sono state spesso realizzate protesi di diverso tipo, in particolare gli Etruschi erano soliti a costruire protesi mobili e ponti dentali, utilizzando denti di umani e animali legati con oro, mentre la prima vera e propria antenata delle dentiere di oggi, che risale al 1500 d.C., realizzata interamente in legno, è stata prodotta in Giappone.

Oggi, per quanto molto più spesso si ricorra all’impianto, ovvero ad una protesi fissa ancorata direttamente all’osso, si utilizzano ancora le protesi mobili in numerose occasioni: ovviamente, si tratta di prodotti molto più confortevoli e meno invasivi di quanto non lo siano stati anche solo qualche decennio fa. Leggendo l’articolo di DentalPharma sulle dentiere mobili di ultima generazione, è possibile rendersi conto del notevole progresso avvenuto soprattutto negli ultimi anni: infatti le protesi dentarie moderne sono leggere, confortevoli, praticamente invisibili e di lunga durata.

1700: si realizzano le prime protesi mobili intere

Nel 1700 compaiono le prime protesi mobili complete in avorio, con l’inserimento di denti umani ed animali. Per consentire alla protesi di mantenere una maggiore stabilità, veniva montata con un meccanismo a molla, utile per adattarla meglio alla conformazione della bocca.

Naturalmente, il costo era piuttosto elevato e solo poche persone potevano permettersi di acquistare una dentiera, che spesso veniva realizzata con denti ricavati da persone defunte o da poveri che decidevano di cedere i propri denti per soldi.

Dopo la battaglia di Waterloo, divenne piuttosto comune togliere i denti ai soldati morti per poi rivenderli ai dentisti: indossare una protesi dentaria con i denti dei soldati caduti in guerra divenne un vero motivo di orgoglio. Inoltre, l’abitudine di togliere i denti dei caduti in battaglia si diffuse enormemente anche in America, dove la guerra di Secessione risultò essere un luogo di rifornimento.

1800: si producono le prime protesi con denti in porcellana

Nel 1800 compaiono sulla scena le protesi con denti in porcellana, che vanno a sostituire i denti di animali e persone defunte. Più o meno a metà secolo, la scoperta della vulcanite, un materiale costituito da gomma e zolfo, permette di completare la dentiera con un supporto che poteva essere conformato alle caratteristiche fisiche del paziente. La vulcanite permette inoltre di abbassare il prezzo delle protesi fisse, considerando che questo materiale ha sostituito l’oro.

Per avere una protesi in resina, materiale molto resistente ma anche piuttosto economico, occorre aspettare fino al XX secolo.

Le protesi moderne, leggere e non invasive

Oggi le protesi mobili non sono per niente invasive e consentono di risolvere il problema dei denti mancanti senza difficoltà né traumi, per conservare a lungo la protesi e avere la certezza della massima igiene, si raccomanda di sottoporla periodicamente ad un trattamento di igiene professionale da parte di uno studio odontoiatrico.

Le protesi mobili possono essere rimosse in qualsiasi momento, tuttavia molti preferiscono portare la protesi giorno e notte e rimuoverla solo per la pulizia o in caso di necessità.

L’alternativa alla protesi: l’impianto dentale

Ancora oggi, l’impianto dentale, ovvero la protesi fissa, rappresenta l’alternativa alla protesi mobile, anche se il costo è piuttosto elevato. Gli impianti con radice metallica in titanio risalgono più o meno alla metà del Novecento, e da allora sono stati perfezionati in maniera considerevole.

Oggi si può dire che l’impianto rappresenti lo standard di riferimento per risolvere il problema dei denti mancanti, tuttavia, per chi poteva permettersele, le prime protesi in legno, oro e denti di animali rappresentavano all’epoca una vera e propria innovazione.

Il vantaggio dell’impianto è anche quello di poter sostituire un unico elemento dentale mancante una soluzione che spesso si rivela preferibile a quella del ponte, che implica necessariamente la copertura di tre denti.

Per risolvere un problema che riguarda un unico dente, si utilizzano spesso anche le protesi fisse impiantate sulla radice naturale di un dente compromesso o spezzato. In questo caso, la radice naturale del dente viene trattata in maniera tale da mantenersi sana per molti anni e reggere il carico di una corona protesica.

Quale soluzione scegliere per risolvere i propri problemi

Come abbiamo visto, oggi gli studi odontoiatrici propongono soluzioni diverse, dall’impianto con supporto in titanio fissato nella sede della radice, alle protesi fisse impiantate sulle radici naturali di denti danneggiati, alle protesi mobili.

La scelta di un metodo o di un altro viene effettuata principalmente dal medico odontoiatra, in base alle caratteristiche del problema da risolvere, alle condizioni fisiche del paziente e allo stato in cui si trova la sua dentatura naturale, anche se in genere si cerca di evitare il più possibile le estrazioni.